A scuola in Centro Italia


Cosa significa tornare sui banchi di scuola dopo un sisma e qual è la situazione attuale? Ce lo siamo fatti raccontare da un’insegnante della scuola di Pieve Torina (MC).

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Come si è svolto lo scorso anno scolastico dopo i terremoti di agosto e ottobre 2016?

Lo scorso anno scolastico per noi è cominciato di fatto a novembre, dopo i due mesi di interruzione dopo il sisma. L’abbiamo passato tutto in una tensostruttura, ma noi insegnanti ci abbiamo messo tanta buona volontà e ottimismo: sorridevamo anche quando non ne avevamo voglia, pur di far sentire i ragazzi a loro agio in questa situazione difficile.

Chi veniva a darci una mano, come le associazioni con cui abbiamo collaborato, si stupiva di trovare un clima sereno e vedere i ragazzi giocare e ridere. Noi d’altronde c’eravamo messi in testa di apparire solari per farli stare tranquilli e i nostri sforzi non sono stati vani.

Se non ci fossero stati gli aiuti dei privati, ci sarebbe mancato tutto, anche il materiale. Abbiamo avuto donazioni da associazioni da tutta Italia, sono state molto importanti.

Nella stessa tensostruttura c’erano più scuole? Come era organizzata la giornata?

Scuola elementare e media insieme, la scuola dell’infanzia in un’altra tenda.

D’inverno faceva freddo, ma a livello di temperature abbiamo patito di più l’estate. Abbiamo avuto problemi anche a causa della neve e una volta è entrata l’acqua.

Per quanto riguarda l’orario delle lezioni abbiamo posticipato l’inizio per dar modo ai ragazzi di arrivare senza dover partire troppo presto,  dato che venivano quasi tutti da Civitanova Marche, dove erano sfollati con le famiglie.

Dopo le lezioni andavano a mensa qui - prima in tenda, poi in un container - e infine il pullman li riportava sulla costa.

Quest’anno la situazione è diversa, perché sono rimasti in pochi a vivere sulla costa. Il resto delle famiglie ha ricevuto le casette (ndr: i SAE le Soluzioni Abitative in Emergenza) o si è organizzata autonomamente, per cui la maggior parte dei bambini mangia a casa.

Quest’anno come sta andando? Novità sulla nuova scuola? Gli studenti sono tornati tutti?

A settembre abbiamo ricominciato in dei container forniti dal Comune. Alcuni genitori infatti hanno insistito affinché non si ricominciassero le lezioni in tenda e allora il Sindaco ha ceduto i container degli uffici comunali, visto che ancora mancava la scuola definitiva. Ci siamo tanto raccomandati con i genitori affinché reiscrivessero i figli qua, perché tenere viva la scuola è fondamentale per far restare le famiglie e far ripartire la vita del paese.

Il sindaco è il nostro unico contatto istituzionale, personalmente non ho avuto informazioni sulla ricostruzione da altre istituzioni.

Lo spopolamento è un problema in tante realtà qui, ma a Pieve Torina non abbiamo grossi problemi. Siamo ripartiti con circa 75 alunni, e qualcuno è tornato ad anno nuovo con l’assegnazione delle casette. C’è addirittura una famiglia che si è divisa tra qui e Roma pur di reiscrivere il figlio a Pieve Torina, perché ci tenevano a fargli ritrovare amici e insegnanti. L’attaccamento al paese e la voglia di ricominciare non mancano.

A dicembre è stata inaugurata la nuova scuola, in cui siamo entrati ora a gennaio. È una struttura antisismica. Mi sembra molto bella e sistemata bene, al momento manca solo la palestra, che sarà costruita in un secondo momento. È frutto di donazioni di privati, non di fondi statali, così come la scuola dell’infanzia che era già operativa.


Le scuole sono il fulcro di una comunità, fondamentali per migliorare la resilienza e ricostruire il tessuto sociale. Per questo già  dallo scorso anno scolastico in 3 istituti comprensivi abbiamo aiutato studenti e docenti nella difficile ripresa delle lezioni dopo il sisma.

Gli studenti del cratere sismico sono oltre 30.000 e in tanti hanno ricominciato le lezioni in strutture d’emergenza. La ricostruzione procede fra ritardi e poca trasparenza, con scarso coinvolgimento delle comunità locali, che dovrebbero essere l’interlocutore centrale. Per questo lo scorso novembre ad esempio abbiamo organizzato una scuola di monitoraggio e azione civica, per aiutare la cittadinanza ad essere protagonista della ricostruzione.

Su immersinelcratere.actionaid.it altre testimonianze con video a 360°.