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La sfida della democrazia

Presentata la nuova edizione del rapporto “Italia e la lotta alla povertà nel mondo”.

In tempi nei quali non passa giorno senza che, tanto a livello nazionale quanto globale, i modelli di partecipazione democratica non siano minati da crescenti forme di nazionalismo e protezionismo, ci sembra necessario riflettere sugli elementi essenziali su cui si fonda il concetto di democrazia.

“L’Italia e la lotta alla povertà nel mondo” è la pubblicazione annuale che realizziamo dagli anni duemila per proporre una delle prime valutazioni sistematiche della cooperazione internazionale del nostro paese, in chiave di trasparenza e accountability.

L'edizione attuale, presentata a Roma il 5 dicembre alla presenza del Ministro per i rapporti con il Parlamento e la Democrazia diretta Riccardo Fraccaro e intitolata “La sfida della democrazia. Uguaglianza, partecipazione, lotta alla povertà”, si arricchisce di un tema a noi molto caro, a partire dal quale abbiamo costruito la nostra strategia per i prossimi dieci anni: la qualità della democrazia. Lo scopo è promuovere e animare spazi di partecipazione democratica, coinvolgendo persone e comunità nella tutela dei propri diritti, e sfidando la nuova legislatura a impegnarsi questo senso.

Frutto di un rigoroso lavoro di ricerca, dal quale emergono dati aggiornati sulla povertà nel nostro paese, il rapporto mostra che in Italia, come nel resto dell'Occidente, negli ultimi quindici anni le disuguaglianze economiche sono cresciute. Al pari sono aumentate quelle sociali: non tutti possono avere accesso ai servizi fondamentali, e quelli erogati non hanno per tutti la stessa qualità.

Si acuiscono, di conseguenza, anche le diseguaglianze di riconoscimento: il ruolo, i valori, le aspirazioni di ogni persona non sempre e non ovunque vengono riconosciuti dalla collettività e dalla politica. Tali disuguaglianze non sono un esito naturale dei rapporti economici e del progresso tecnologico: è necessario identificarne le cause nei processi di formazione della ricchezza, nelle politiche macroeconomiche e di regolamentazione, nelle politiche di sviluppo oltre che nel cambiamento del senso comune.

Chi non ha reddito e ricchezza, chi non può accedere ai servizi fondamentali o accede a servizi di scarsa qualità e chi non si sente riconosciuto non può sviluppare la propria persona e vivere come desidera. Vengono negati diritti e libertà, cresce il senso di ingiustizia, si vive come non si dovrebbe vivere in un paese democratico dove, per dirla con Amartya Sen, lo sviluppo dovrebbe fare in modo che non esistano «illibertà» limitanti per la vita delle persone.

Siamo convinti che, proprio in un contesto di questa natura, organizzazioni come la nostra possano trovare nuove motivazioni e obiettivi.

Con il rapporto di quest’anno, edito da Donzelli editore, proviamo quindi a tradurre nel concreto le nostre ambizioni; presentiamo approfondimenti e proposte in merito ad alcuni temi in particolare: lotta alla violenza sulle donne; accesso a diritti senza discriminazioni, e quindi il tema delle migrazioni; contrasto alla povertà in Italia; resilienza e spazio per i cittadini e le organizzazioni della società civile; cooperazione e solidarietà internazionale del nostro Paese.