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Lo Zimbabwe alle prime elezioni dopo l’era Mugabe

ActionAid Zimbabwe lancia il Manifesto per la Giustizia Sociale.

Vorremmo cominciare congratulandoci con i cittadini dello Zimbabwe per l’atmosfera pacifica che ha caratterizzato il periodo precedente questo cruciale appuntamento elettorale.

La pace e la coesistenza sono gli ingredienti chiave nella costruzione di una società giusta e democratica.

Il Manifesto per la Giustizia Sociale che lanciamo oggi è il prodotto di due decenni di lavoro di ActionAid Zimbabwe con le persone che vivono in condizioni di povertà ed esclusione, che dovranno ottenere la fine delle disuguaglianze, e dell’ingiustizia sociale basata su razza, genere, orientamento sessuale, credo religioso, classe sociale ed età.

Il Manifesto per la Giustizia Sociale è la nostra richiesta ai soggetti politici e al Governo che emergerà da queste elezioni, affinché sviluppino un’agenda per la giustizia sociale, basata sulla visione che una società giusta pone coloro che vivono in povertà e soffrono le disuguaglianze e le ingiustizie al centro delle proprie politiche e della propria pianificazione.

Il Manifesto per la Giustizia Sociale rappresenta le aspirazioni reali delle persone, oltre alle stesse elezioni, e pertanto guiderà il nostro lavoro quotidiano nel periodo post elettorale sulle questioni chiave che solleviamo.

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Il nostro Manifesto ha 5 pilastri chiave:

1) Governo e Istituzioni Pubbliche

Chiediamo ai leader di sostenere la Costituzione nazionale e promuovere lo stato di diritto. La Giustizia Sociale sarà raggiunta attraverso la divisione dei diversi rami dello Stato: il potere esecutivo, il potere giudiziario, il potere legislativo e i media.

Ci dovrà essere un meccanismo di protezione sociale per le persone che vivono in povertà e per gli esclusi (persone con disabilità, anziani, orfani, minoranze sessuali, e gruppi etnici esclusi). Per affermarsi, la giustizia sociale ha bisogno di un ambiente con istituzioni pubbliche indipendenti e democratiche che siano trasparenti, responsabili, libere dalla corruzione e i cui servizi non siano influenzati dai partiti.

Servono pratiche diffuse e principi di partecipazione e inclusione dei cittadini nelle politiche pubbliche e nella redazione delle leggi. Solo in questo modo la giustizia sociale potrà permeare ogni sfera della vita dei cittadini.

C’è anche bisogno di un passaggio di poteri per la decentralizzazione di beni e servizi.

2) Diritti delle donne e uguaglianza

Le donne vogliono servizi accessibili e un affidabile sistema sanitario.

Le richieste sono: empowerment delle donne e trasformazione delle loro vite attraverso la loro partecipazione ai processi decisionali; l’accesso, il controllo, la proprietà, l’utilizzo e la giusta distribuzione delle risorse.

Siamo al fianco delle donne che stanno chiedendo spazi pubblici sicuri per facilitare una piena partecipazione all’agenda nazionale per lo sviluppo. Siamo con chi chiede rispetto per l’autodeterminazione sessuale femminile e l’integrità del corpo; così come sicurezza, affidabilità e accessibilità dei servizi pubblici, incluso il trasporto e i servizi per la salute sessuale e riproduttiva, per una vita libera dalla violenza.

3) Servizi Pubblici

Gli zimbabwesi vogliono una tassazione progressiva per finanziare servizi pubblici che siano gratuiti e non privatizzati, in particolare nei settori della sanità e dell’istruzione. Questo è un appello affinché le istituzioni pubbliche siano libere da dinamiche discriminatorie e sessiste.

Il Manifesto per la Giustizia Sociale chiede anche che ci siano fondi specifici per la parità di genere secondo standard internazionali.

4) Terra, sicurezza alimentare, costruzione di una comunità resiliente

I cittadini fanno appello al Governo che emergerà da queste elezioni affinché assicuri che per le donne venga incrementato l’accesso, il controllo e la proprietà sulle terre che coltivano oltre che sulle altre risorse naturali.

È necessario aumentare e finanziare gli aiuti all’agricoltura per sostenere anche le piccole produttrici agricole, garantendo contemporaneamente reti di protezione sociale per quanti vivono in povertà e non sono in grado di provvedere ai propri bisogni di base, a cominciare dal cibo.

Visti i pericoli e i possibili disastri naturali, i cittadini reclamano un sistema di allerta e prevenzione, che al contempo promuova un meccanismo di risposta umanitaria basato sui bisogni delle comunità e in grado di mettere le donne al centro.

Le comunità devono poter beneficiare delle risorse naturali offerte dai territori che abitano.

5) Sui giovani

Il nuovo governo dovrà garantire opportunità lavorative e un’istruzione accessibile, disponibile e sicura per tutti.