Brexit, ActionAid: l’uscita del regno unito indebolisce l’impegno per la lotta alla povertà nel mondo.

L’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea indebolisce anche la cooperazione internazionale e la lotta contro povertà e disuguaglianza nel mondo. Per effetto del referendum, uno dei pochi paesi ad aver mantenuto gli impegni internazionali in materia di Aiuto Pubblico allo Sviluppo sarà d’ora in poi più isolato dai suoi partner europei.  Un paese che è anche culla di una società civile tra le più attive e che nel passato ha saputo fare da traino, mobilitando i cittadini europei in campagne di portata globale. La proiezione internazionale dell’Europa, anche nei paesi in via di sviluppo, ne risulterà indebolita.

“Il Canale della Manica appare oggi più grande non solo per i mercati e per la politica, ma anche per quanti lavorano ogni giorno per realizzare il cambiamento e la giustizia sociale. In una fase di forte ripensamento e discussione delle politiche di cooperazione europee, dal voto britannico giunge un segnale che va in senso contrario al concetto stesso di cooperazione”, dichiara Luca De Fraia, Segretario Generale Aggiunto di ActionAid Italia.

La crescente disuguaglianza economica, le crisi umanitarie provocate dai cambiamenti climatici e dalle guerre e la minaccia del terrorismo sono sfide globali che oltrepassano i confini nazionali e richiedono maggiore, non meno cooperazione. Un altro esempio è l’elusione fiscale: solo lavorando insieme, i paesi dell’Ue sono riusciti a migliorare la trasparenza finanziaria, con l’obiettivo - ora più vicino - di far pagare alle multinazionali le tasse dovute nei paesi dove operano. E’ una battaglia è fondamentale, se si vuole ridurre la povertà e la disuguaglianza. Basti pensare che il costo stimato dell’elusione fiscale per i paesi in via di sviluppo è di 200 miliardi di dollari l’anno. Risorse che vengono sottratte a scuole, ospedali e altri servizi essenziali, privando i più poveri - e in particolare le donne - di diritti fondamentali come quello all’istruzione e alla salute. Anche per questo, è necessario battersi per rafforzare l’Europa, non per la sua sconfitta.

“Se è vero che l’Europa ha mostrato tutti i suoi limiti di fronte alle crisi attuali, in primis quella dei migranti, la soluzione va ricercata all’interno dell’Unione con spirito critico e costruttivo, non andando ognuno per la propria strada. Solo un’Europa più forte può contare sulla scena globale”, conclude De Fraia.

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