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L'Italia e la lotta alla povertà nel mondo - In attesa della svolta annunciata

 L’Italia e la lotta alla povertà nel mondo è il secondo rapporto di ActionAid sulla cooperazione allo sviluppo italiana che valuta i progressi dell’Italia nel mantenere gli impegni presi dal 2000 nella lotta alla povertà nel mondo. A un anno dall’avvio della nuova legislatura, il rapporto fa il punto sulla realizzazione del programma di Governo, che ha tra i suoi obiettivi quello di riportare la cooperazione italiana a contribuire significativamente alla lotta alla povertà, attraverso l’incremento delle risorse finanziarie e la realizzazione della riforma del sistema di cooperazione.

Nel 2007 il mondo della politica torna a occuparsi di aiuti internazionali e di riforma del sistema di cooperazione con un maggiore protagonismo, ma la svolta forte e coerente non c’è ancora stata. Le risorse finanziarie stanziate e programmate sono ancora poche, mentre il modello di sistema di cooperazione che viene proposto con la riforma non affronta nodi importanti. A causa di un insieme di fattori politico-gestionali - una riforma troppo a lungo procrastinata e la mancanza d’interesse politico - la cooperazione allo sviluppo italiana si è allontanata dall’Europa, contribuendo a tradire le aspirazioni degli obiettivi comunitari di cooperazione internazionale.Dal primo gennaio 2007 la politica di cooperazione allo sviluppo italiana è ufficialmente fuori dall’Europa, non avendo raggiunto l’obiettivo europeo fissato a Barcellona nel 2002 di destinare lo 0,33 % del PIL all’aiuto pubblico allo sviluppo (APS). Il nostro paese si è infatti attestato su uno 0,20%. Sfortunatamente, la legge finanziaria 2007 non ha gettato le basi per un sicuro rientro della cooperazione italiana in Europa entro la fine della legislatura. Il rapporto domanda, tra l’altro, al Governo di: assicurare la coerenza tra tutte le politiche di relazioni esterne dell’Italia con quella della solidarietà internazionale; indicare nel prossimo Documento di Programmazione Economico Finanziaria il livello di APS/PIL per i prossimi quattro anni.

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