Lavoro di Squadra a Reggio Calabria

Il progetto biennale Lavoro di Squadra ha l’obiettivo di contribuire all'attivazione e all’inserimento socio-economico di giovani NEET (giovani che non lavorano, non studiano e non frequentano alcun percorso formativo), attraverso la pratica sportiva, accompagnandoli nell’identificazione di opportunità di lavoro, tirocinio, formazione o studio.

L’obiettivo specifico di Lavoro di Squadra è quello di supportare 48 giovani dai 16 ai 25 anni di un quartiere periferico della città di Reggio Calabria ad uscire dalla loro condizione di NEET, attraverso percorsi ad hoc di allenamento sportivo, allenamento motivazionale e orientamento lavorativo volti a supportare il reinserimento nel mondo del lavoro o a ricominciare un percorso formativo.

Il Progetto biennale (ottobre 2016 – ottobre 2018) è finanziato da Fondazione con il Sud e cofinanziato da AXA Assicurazioni s.p.a ed è coordinato da ActionAid International Italia onlus. Le attività progettuali saranno realizzate in partnership con il CSI (Centro Sportivo Italiano) – Comitato provinciale di Reggio Calabria - e con il Consorzio Macramè e il patrocinio del Comune di Reggio Calabria.

Lavoro di Squadra si rivolge a giovani del quartiere Arghillà, un quartiere che doveva rappresentare un modello di espansione economica e riscatto sociale e che invece oggi viene considerato come un quartiere dormitorio, vittima e matrice di degrado sociale, micro-criminalità e delinquenza.

Per i giovani NEET che si trovano nelle situazioni più critiche, questa condizione può portare ad una vera e propria esclusione sociale, frustrazione e demotivazione e pregiudicare il futuro del giovane.

La pratica sportiva, se impostata in modo appropriato, può dare una risposta alla sfiducia e al rischio di esclusione sociale, perché aumenta l'autostima e la fiducia in sé stessi, sviluppa il senso di squadra e collaborazione, aiuta a ragionare per obiettivi e motiva a raggiungerli, con effetti a cascata come maggiore coinvolgimento nella vita della comunità, riduzione di atteggiamenti criminali/devianti e aumento delle soft skills, richieste dal mercato del lavoro e anche dallo spazio formativo (quali puntualità, capacità di lavorare in team, rispetto dei ruoli e raggiungimento di un obiettivo comune).

Si può dunque creare un ponte tra la pratica sportiva e la promozione dell'attivazione del giovane, in particolare, ma non solo, in una prospettiva di inserimento lavorativo e/o formativo. Oltre all’attività sportiva, realizzata e coordinata dal CUS di Bari.

Parallelamente all’attività sportiva saranno organizzati degli incontri in aula, volti a fare emergere e riconoscere le risorse di ciascun ragazzo e definire – con il supporto costante di un Case Manager – l’obiettivo di medio-lungo periodo del giovane. A partire quindi alle risorse personali e di rete di ciascun partecipante, il Case Manager costruirà un progetto di miglioramento della situazione del/della giovane, in particolare mediante azioni che possano permettere l’attivazione del/della giovane e che lo/la aiuti a ritrovare la motivazione per cercare un’occupazione professionale, un’attività di volontariato sul territorio oppure riprendere un percorso di formazione.

Sarò inoltre realizzato un percorso di orientamento lavorativo e/o formativo che prevede l’uso di strumenti e metodologie specifiche (colloqui individuali e di gruppo, consulenza orientativa e accompagnamento al lavoro) a supporto di azioni che, partendo dai bisogni espressi e dalle risorse di ciascun partecipante sviluppano un progetto professionale.

Saranno inoltre organizzati tornei ed eventi sportivi, laboratori di street-art e saloni del lavoro per facilitare l’incontro dei giovani con le realtà del territorio, aziendali e associative e per promuovere inclusione sociale dei giovani nella vita del quartiere e della città, animando spazi comuni e organizzando eventi rivolti a tutta la cittadinanza, nonché incontri con giovani di altre zone.

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