Matteo fai scuola

Quando il terremoto mise in ginocchio L’Aquila e altri cinquantasei comuni abruzzesi, portandosi via tutto, c’erano bambini di sei anni che stavano per iniziare la scuola. Ora quei bambini hanno undici anni e, terminate ormai le scuole elementari, si preparano come allora per andare alle medie. E questo senza aver mai messo piede in una scuola vera, di quelle con i mattoni alle pareti e le tegole sui tetti.

A distanza di anni dalla tragedia che distrusse circa 10mila edifici tra cui le 70 strutture scolastiche che ospitavano ogni giorno circa 13.000 studenti, infatti, la mancanza di un piano strategico per la ricostruzione sta ancora costringendo un’intera generazione di alunne e alunni a formarsi dentro i container, come delle lattine di Coca Cola qualsiasi.

Nel maggio 2014, ActionAid ha lanciato la petizione #matteofaiscuola, per chiedere al Presidente Renzi un intervento per sbloccare la situazione e iniziare così a ricostruire le scuole e il futuro degli studenti.

Da quel momento molte persone si sono mobilitate, articoli e servizi di giornali e televisioni locali e nazionali hanno finalmente amplificato la voce di quei 6.000 bambini.

Una delegazione di bambine, bambini e famiglie si è recata nei mesi scorsi a Roma per direttamente negli uffici del Presidente del Consiglio consegnare le oltre 5.500 firme raccolte, e finalmente il primo progetto definitivo per la ricostruzione di una scuola è stato approvato.

Una prima vittoria, ma rimane ancora molto da fare. Noi non ci arrendiamo e, anzi, rilanciamo!:

Approfittando di U-ACT, la piattaforma nata dalla collaborazione tra ActionAid e Openpolis che permette di mettere in contatto diretto i cittadini con i decisori politici, abbiamo deciso di portare la nostra battaglia a livello locale, e chiedere direttamente al Comune dell’Aquila celerità, trasparenza e partecipazione nei lavori di ricostruzione.