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Adrian

Adrian ha partecipato al progetto Lavoro di Squadra. Ha imparato a dare il massimo per imparare e migliorare.

Incontriamo Adrian e Marco nel cortile del Centro Polisportivo Massari di Torino. Tra loro si è creato un legame di amicizia e complicità che va ben oltre la comune passione per il calcio.

"Ci siamo conosciuti partecipando al progetto Lavoro di Squadra - ci spiega Marco. - Io mi sono aggiunto al gruppo quando le attività erano già avviate. Adrian era uno dei più bravi con la palla tra i piedi e per me è stato naturale sfidarlo subito. Da avversari sul campo, ora siamo colleghi di lavoro."

Utilizzare il calcio e la danza hip hop come percorsi per motivare i giovani NEET torinesi a rimettersi in gioco nella ricerca attiva di un’occupazione è la ricetta innovativa del progetto Lavoro di Squadra.

"Sono arrivato in Italia dalla Romania quando avevo quasi 12 anni - racconta Adrian. - Ho fatto una scuola professionale di due anni che mi ha dato la qualifica di tornitore e fresatore. Ho fatto un po di stage, ma non sono mai riuscito a trovare un’opportunità di lavoro stabile. Anch’io dopo essermi diplomato ho avuto molte difficoltà a trovare un lavoro - aggiunge Marco. - Ho fatto un po il magazziniere, ma senza continuità. Mentre cercavo lavoro, ho conosciuto il progetto Lavoro di Squadra e mi ha molto incuriosito l’abbinamento tra sport e mondo del professionale"

"Impegnarsi in una attività sportiva aiuta a prendere iniziativa e organizzare la giornata con un metodo e uno scopo - continua Adrian - Il punto non è partecipare per avere la certezza di trovare lavoro. Uno deve impegnarsi e dare il massimo per imparare e migliorare".

"Si impara facendo" - aggiunge Marco - "Gli incontri sono stati molto utili. Ci siamo anche divertiti e, compatibilmente con gli impegni continuiamo a vederci. Ho trovato nuovi amici, ma ho anche conosciuto formatori esperti che possono aiutarmi nel mondo del lavoro. Non è una cosa che capita tutti i giorni".

Al termine del progetto Lavoro di Squadra, Adrian e Marco sono stati selezioni per uno stage retribuito alla L’Oréal.

"In fabbrica metto in pratica quello che ho imparato sul campo di calcio - spiega Marco. - Servono puntualità, impegno, capacità di ascoltare l’allenatore e mettere in pratica i suoi consigli. E bisogna sacrificarsi per aiutare i colleghi" - dice Adrian. - "É un vero lavoro di squadra! Non so se dopo lo stage continueremo a lavorare alla L’Oréal - chiosa Marco con pragmatismo. - Noi ci stiamo impegnando al massimo per farci confermare il lavoro. E comunque vada si tratta di un’esperienza professionale importante in una grande impresa internazionale. Quello che sto imparando qui lo potrò mettere a frutto in futuro".