L’agroecologia come risposta ai cambiamenti climatici nella contea di Isiolo.

Amina

By ActionAid

April 12, 2022

Nella contea di Isiolo, nel nord del Kenya, gli impatti del cambiamento climatico si stanno facendo sentire duramente sulle comunità agricole e pastorali della zona. La zona è inoltre colpita da un’alternanza di periodi di estrema siccità e di alluvioni, che rendono le coltivazioni più difficili, a causa dell’erosione del suolo.

Amina, 29 anni, è la Presidentessa della Rete degli Agenti del Villaggio della Contea di Isiolo.  L’abbiamo conosciuta grazie al progetto SAMPAK – Modelli Agroecologici di produzione sostenibile nelle aree aride e semi aride del Kenya – in partnership con CESVI e il nostro partner locale MID-P e finanziato dall’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo e ci racconta la sua esperienza.

Tra le attività centrali del progetto ci sono le formazioni dedicate alle donne, per favorire processi di empowerment e autonomia economica, creando coltivazioni agroecologiche resilienti ai cambiamenti climatici.

“Avevamo davvero bisogno di questa formazione perché nel nostro VSLA (l’associazione di risparmio e prestito del villaggio), spesso le donne hanno paura a chiedere un prestito perché non hanno idea di come gestire un’attività economica. Adesso saremo in grado di formarle su come gestire un’attività e come creare progetti innovativi così che possano accedere al credito”, racconta Amina.

No ai pesticidi chimici

Insieme a lei, parliamo con Christine. Hanno seguito insieme la formazione e adesso condivideranno quanto appreso con oltre 1.800 persone della zona: “Conosco già un gruppo che vorrebbe creare un’attività di agro-trasformazione di pomodori e potranno avere un prestito tramite la nostra associazione di risparmio e prestito. Altri gruppi si stanno occupando della coltivazione delle patate dolci e della farina che se ne produce. In alternativa potranno vendere le patate a un altro gruppo che si occupa di trasformazione di prodotti agricoli, che li venderà per loro”.

“Vivo nel villaggio di Elsa, nella zona di Burat Ward e ho una fattoria dove produco cipolle e pomodori – prosegue Amina - sto ancora usando pesticidi chimici, ma sto cercando di utilizzarne di più leggeri di quanto non facessi in passato. Mi sono infatti formata sulla materia e sto facendo i necessari passi per smettere di usare pesticidi chimici. Ho già un orto che coltivo secondo i principi dell’agroecologia. Inoltre sempre nella mia fattoria allevo mucche da latte, capre e polli”.

Noi di ActionAid stiamo inoltre incoraggiando le persone a sviluppare dei propri orti per avere alternative sostenibili e salutari rispetto ai prodotti solitamente acquistabili.

“Non conoscevo l’agroecologia prima di incontrare lo staff di ActionAid. Da allora ho imparato molto e sto coltivando cavoli e spinaci senza l’uso di pesticidi chimici. Questo ridurrà anche malori e malattie derivanti dall’uso di questi prodotti: il cibo sarà più sicuro e salutare, oltre ad essere più nutriente. Un altro vantaggio sarà risparmiare denaro non dovendo andare sempre al mercato, ma potendo cucinare i prodotti del proprio orto”.

L’attività a cui ha preso parte Amina rientra nel progetto “Modelli Agreocologici di Produzione Sostenibile nelle ASAL del Kenya (MAPSAK)” sostenuto dalla Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo e dai fondi Otto per Mille della Chiesa Valdese.