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Mimma

“Fare le cose solo per essere ritenuti importanti, non funziona”

Mimma: insegnante, mamma, Attivista di ActionAid

Il giorno del suo ventunesimo compleanno, Mimma tiene la prima lezione con i bambini delle elementari. È terrorizzata. La mattina prima aveva chiamato disperata un’amica insegnante: non era affatto pronta. Aveva vinto il concorso senza neanche rendersene conto, e ora che stava per iniziare, non è affatto sicura che lavorare con i bambini sia il suo futuro. O meglio, si sente lei stessa ancora una bambina. Come può insegnar loro qualcosa? La sua amica la spedisce a comprare manuali, guide didattiche, e nonostante il peso dei suoi libri e dei suoi dubbi, Mimma quel giorno entra in classe comunque. Quando ne esce, la prima impressione che ha è quella di essere più leggera. Risentendo le risate dei bambini nella testa, Mimma si accorge di aver appena costruito le basi non solo per il suo futuro, ma anche per una nuova, cocente passione. Sono passati ventinove anni da quella mattina. Quelle basi si sono rivelate solide: Mimma ormai vive per i suoi bambini, soprattutto da quando non può più chiamare così i suoi due figli, ormai di diciannove e ventisei anni. Da titubanti, le sue lezioni sono diventate ricche, istruttive, costruttive, fino ad esulare dai programmi scolastici e indugiare anche su argomenti a cui Mimma è interessata da sempre: la lotta agli sprechi, l’interesse al consumo, al cibo, all’altruismo. Sono temi che coltiva da quando è piccola, ma non avrebbe mai pensato di essere in grado di trasmetterli a qualcuno.

Tre anni fa, spinta da un collega, Mimma ha scoperto ActionAid: un’associazione che credeva nei suoi stessi ideali, sostenendo le sue convinzioni e i suoi modi per diffonderli. Da allora, il percorso didattico dei suoi alunni è diventato ancora più ricco, ancora più consapevole. Mimma parla con i suoi bambini. Parla loro di attivismo, di giustizia. Parla di ActionAid, dello spreco alimentare, invita sempre nuovi ospiti, per far parlare anche loro. Organizza giochi, attività, trasmettendo ai suoi alunni la stessa passione che muove i suoi passi. Grazie a lei, anche la mensa scolastica diventa ben presto il background di un altro gioco: alla fine di ogni pasto i bambini devono gettare in una grande bilancia i loro avanzi, per scoprire che non è poi tanto divertente vedere quanto cibo viene sprecato ogni giorno. Mimma spiega loro quale percorso quegli alimenti hanno fatto per finire nei loro piatti, quante persone lo hanno coltivato, curato, raccolto, pagato. Sono passati diversi mesi: l’immagine della bilancia piena è rimasta impressa nella memoria della maestra tanto quanto in quella dei bambini, e non è raro che ancora oggi qualche bambino arrivi da Mimma, il piatto ben vuoto dopo il pranzo, a dirle “ti ricordi maestra di tutta quella montagna di mozzarella bianca sprecata”?

"Mimma ha approfittato del suo lavoro per diventare portatrice di un messaggio: ai suoi bambini la maestra parla di giustizia, di altruismo, di sprechi da evitare. Ma soprattutto insegna che nel loro piccolo, possono fare grandi cose. Basta guardarsi intorno, scoprire cosa c’è da fare e rimboccarsi le maniche".

E le tue? Sono tirate su?