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Qutayba

“La mia più grande paura è alzarmi per andare all’università e non tornare più a casa”.

Qutayba ha 19. È appassionato di lingua e cultura araba, vive ad Al Ma’sara (villaggio nell’Area C) e studia all’Università di Betlemme. Incontra i suoi amici dopo l’università e passa del tempo con loro. Usa i social network. Non uscirebbe mai di casa senza il suo cellulare.

Nonostante la giovane età, ha le idee chiare. Vorrebbe diventare un insegnante di arabo. Ed è già consapevole di quale dovrebbe essere il ruolo di un insegnante.

“La prima cosa da insegnare è come preservare la cultura palestinese e come costruire ponti tra la Palestina e gli altri paesi”.

Perché, a ben vedere, è proprio questo che dovrebbe fare la cultura: costruire ponti lì dove le persone vedono solo differenze insormontabili. Un ponte può essere costruito anche utilizzando i sistemi di comunicazione.

“Penso che le persone non usino i social network per il giusto scopo, dovremmo usarli per sensibilizzare. Per esempio, la questione dei prigionieri politici palestinesi”.

Libertà. Una parola non sempre scontata per chi vive in Palestina. Dove ci sono arresti ogni giorno e non sempre per motivi validi.

“Ho uno zio in prigione e la mia più grande paura è alzarmi dal letto un giorno, andare all’università e non tornare mai più”.