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Rahel

Da tagliatrice ad attivista contro le mutilazioni genitali femminili.

"Era una tradizione della mia famiglia, mia madre mi ha dato lo strumento e lo ha poggiato sulla mia testa e ha detto che dovevo tenerlo per 7 giorni”.

Una cerimonia per consacrarla. È così che Rahel, ex tagliatrice tanzana, ha cominciato a praticare le mutilazioni genitali femminili (MGF).

Poi l’incontro con un’associazione, nostra partner in Tanzania, e la scoperta di tutte le conseguenze negative di questa pratica sulla salute fisica e psicologica delle bambine e delle donne che vi vengono sottoposte.

Adesso Rahel si batte per far cessare questa tradizione, viaggiando anche in Europa per incontrare le comunità migranti originarie di paesi a tradizione mutilatoria.

Vorrei dire a tutte le comunità che praticano le mutilazioni genitali femminili di smettere, hanno molte implicazioni negative.”

La decisione di smettere questa pratica ha comportato la perdita del rispetto da parte delle persone che nella sua comunità credono ancora nell’importanza delle MGF, ma Rahel non si è persa d’animo e il fatto che proprio lei sia diventata un’attivista sta facendo cambiare idea a tante persone.

“C’è molto lavoro da fare, specialmente con i genitori che sono quelli che portano le figlie dalle tagliatrici: vanno informati e fatti riflettere sugli impatti negativi di queste pratiche, spesso sconosciuti dalla maggior parte della popolazione.

Io ho deciso di smettere proprio quando ho compreso tutte le conseguenze e sono rimasta sconvolta nell’imparare che anche le infezioni - tra cui malattie sessualmente trasmissibili come la gonorrea - vengono passate da una bambina all’altra, per via dello strumento usato su tante”.

Non a caso Rahel, prima di maturare la decisione di smettere completamente di esercitare, fin dai primi incontri di formazione a cui ha preso parte, ha cominciato a usare uno strumento diverso per ogni bambina che tagliava, per evitare la trasmissione di varie malattie.

“Un altro problema è che in una regione centrale della Tanzania c’è un'infezione che le bambine prendono facilmente e che molti credono di poter curare proprio mutilandole.

È complesso spiegare che si tratta di un'infezione batterica come tante altre e che  si può combattere seguendo semplici norme igieniche e trattandola con appositi farmaci andando in ospedale.

Le bambine che prendono questa infezione non vanno portate dalla tagliatrice, ma da un medico”.

 

In Italia e in Europa abbiamo leggi che vietano tutte le MGF, ma molte bambine e donne, originarie di paesi dove sono praticate, rischiano di esservi sottoposte quando vi fanno ritorno per le vacanze o per visitare la famiglia.

Scopri cosa facciamo perché un giorno nessuna bambina debba più subire questa pratica.