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Sarah

È sempre emozionante per me convincere una tagliatrice a smettere di esercitare.

“Molte sono emotivamente coinvolte perché hanno ereditato il lavoro dai propri genitori. Spesso rispondono che è Dio che gli ha dato questo potere/compito.”

Sarah si occupa di diritti delle donne per un’organizzazione nostra partner in Tanzania e lavora a diretto contatto con tagliatrici ed ex tagliatrici nella lotta alle mutilazioni genitali femminili (MGF).

Organizza incontri in cui mostra dei video che illustrano la sofferenza fisica e psicologica che queste pratiche causano a quante vi vengono sottoposte.

“Ricordo che c’era questa anziana tagliatrice che, durante un incontro dove gli abbiamo mostrato un video su MGF, ha pianto.

Alla fine della sessione le ho chiesto ‘perché piangi vedendo il video, se hai fatto questo su migliaia di ragazze?’ e lei ha detto che mentre “operava” era come posseduta e non percepiva la crudeltà del suo atto. Al contrario guardando il video ha capito che quello che stava facendo era sbagliato. È stato molto toccante per me vederla prendere la decisione di smettere. Quando poi porti queste persone a testimoniare presso le comunità è molto importante, perché sono persone stimate e hanno una grande influenza.”

In Tanzania è stata approvata una legge che vieta le MGF sulle minorenni, ma c’è ancora molto da fare

“È importante anche stabilire delle giuste pene. Adesso si può evitare il carcere pagando cifre che spesso sono irrisorie per le tagliatrici. Vogliamo cambiare questa cosa. Non deve essere un’opzione quella di pagare: recentemente una tagliatrice è stata multata, ha pagato perché ne aveva la disponibilità, poi è tornata dalla comunità e ha mostrato il foglio della condanna dicendo che aveva avuto il permesso di continuare a praticare MGF. Chi non sapeva leggere le ha creduto.

Stiamo quindi combattendo affinchè la pena sia più dura.”

Sarah si è occupata per anni di finanza in un’azienda fino a quando, dopo un corso sul tema, si è resa conto che le MGF erano un problema che andava combattuto. Fino ad allora le aveva concepite come una delle tanti tradizioni della sua comunità.

Adesso coordina i percorsi di sensibilizzazione con altri attivisti.

Queste persone entrano in contatto con i leader dei villaggi per organizzare gruppi con giovani donne e altre persone lavorando tutti insieme.”

Purtroppo le MGF  continuano anche in famiglie che sono emigrate.

“Abbiamo esempi di famiglie che vivono all’estero e tornano in Tanzania portando la bambina per mutilarle i genitali”.

Sarah ci racconta di una famiglia nella quale i genitori hanno deciso di non far tagliare la loro figlia: l’hanno mandata a scuola, all’università, si è sposata e ha trovato un buon lavoro che le ha permesso di tornare al villaggio di origine e costruire una casa per i genitori.

“Abbiamo bisogno di testimonianze di questo tipo, perché di solito dopo il taglio le ragazzine vengono considerate pronte per il matrimonio e smettono di andare a scuola. Va creato un meccanismo virtuoso che blocchi entrambe le pratiche: MGF e matrimoni precoci”.

 

In Italia e in Europa abbiamo leggi che vietano tutte le MGF, ma molte bambine e donne, originarie di paesi dove sono praticate, rischiano di esservi sottoposte quando vi fanno ritorno per le vacanze o per visitare la famiglia.

Scopri cosa facciamo perché un giorno nessuna bambina debba più subire questa pratica.