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Scholastica

Ora in Tanzania le mutilazioni genitali femminili sono vietate sulle minorenni, ma c’è ancora molto da fare.

Scholastica si occupa di diritti delle donne per ActionAid Tanzania. Ultimamente si è specializzata nella lotta alle mutilazioni genitali femminili (MGF).

Nel suo paese c’è ancora molto da fare, ma negli ultimi anni sono stati fatti grandi passi avanti. La incontriamo in Italia, dove è venuta per raccontare la sua esperienza e suggerire come portare avanti anche qui la lotta contro queste terribili pratiche, tra le comunità migranti originarie di paesi a tradizione mutilatoria.

I passi avanti fatti in Tanzania negli ultimi anni sono tangibili.

Al momento abbiamo finalmente una legge che criminalizza le mutilazioni genitali femminili su ragazze sotto i 18 anni. Farla approvare è stato un primo importante passo. Purtroppo però la pratica non è riconosciuta come crimine su ragazze che hanno più di 18 anni, perché si assume che abbiano scelto con coscienza. Nella pratica non è così, perché vi vengono sottoposte contro il loro volere. C’è quindi un vuoto a livello di tutele, che la legge dovrà colmare affinché sia possibile proteggere tutte le bambine e le donne senza distinzioni di età, difendendo il loro diritto all’integrità fisica”.

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“Le statistiche sono incoraggianti, perché evidenziano una diminuzione di bambine e donne sottoposte a queste pratiche, ma c’è comunque un sommerso. Infatti molte comunità hanno smesso di celebrare la pratica per via delle legge che la vieta: prima venivano fatti grandi festeggiamenti pubblici, ora si tende a operare le neonate in casa, di nascosto, e per gli attivisti è molto più difficile individuare le famiglie a rischio. Dobbiamo quindi continuare a lottare”.

“Il lavoro importante ora è quello di sensibilizzare sull’argomento le persone che stanno migrando nei paesi europei, in modo tale da renderli consapevoli delle conseguenze negative, spesso totalmente sconosciute, sulla salute fisica e psicologica delle donne e delle bambine.

Bisogna tenere presente che le MGF sono inserite in cultura e tradizione. Non è qualcosa che quindi le comunità abbandonano facilmente solo perché si sono trasferite dal loro paese d’origine.

I percorsi di formazione ed empowerment funzionano molto bene in Tanzania e sicuramente è la strada giusta da percorrere anche in Europa”.

 

In Italia e in Europa abbiamo leggi che vietano tutte le MGF, ma molte bambine e donne, originarie di paesi dove sono praticate, rischiano di esservi sottoposte quando vi fanno ritorno per le vacanze o per visitare la famiglia.

Scopri cosa facciamo perché un giorno nessuna bambina debba più subire questa pratica.