🍪 Policy

Questo sito utilizza cookie tecnici per migliorare la tua navigazione e cookie di analisi statistica di terze parti. I cookie di analisi possono essere trattati per fini non tecnici da terze parti.

Se accetti di navigare in questo sito, acconsenti all’uso di tutti i cookie e, in particolare, per permetterci di usare cookie di profilazione per aggiornarti sulle nostre attività in maniera personalizzata.

Se vuoi saperne di più Clicca qui.

Simona | ActionAid

Simona

Lucha y Siesta è uno spazio femminista che rappresenta un modello di cittadinanza attiva.

SIMONA – CASA DELLE DONNE LUCHA Y SIESTA DI ROMA

Sono Simona Ammerata, ho 43 anni, e difendo i diritti umani delle donne. Lavoro alla Casa delle donne Lucha y Siesta, un Centro Antiviolenza di Roma che fornisce accoglienza abitativa consulenza psicologica e legale, percorsi di empowerment e inserimento lavorativo a donne in difficoltà con figlie o figli.

Lucha y Siesta è uno spazio femminista che rappresenta un modello di cittadinanza attiva, un esempio di solidarietà sociale e una proposta civile e culturale che va oltre la missione antiviolenza. Lucha y Siesta è nata in un palazzetto abbandonato dell’ATAC, l’azienda dei trasporti pubblici della Capitale. Nel 2008, prima del nostro arrivo, era abitato solo da topi e piccioni.

Noi attiviste abbiamo lavorato duramente per restituire l’edificio alla città con un valore economico e, soprattutto, sociale. Da allora, in soli 11 anni, abbiamo sostenuto 1.200 donne nei loro percorsi di uscita dalla violenza e ne abbiamo ospitate 142 con 62 minori, diventando per loro una casa sicura.

Oggi Lucha y Siesta è sotto minaccia di sgombero perché l’immobile verrà venduto per sopperire alla mala gestione di ATAC ed evitarne il fallimento. Lucha y Siesta si sta battendo perché ciò non avvenga. Ha infatti elaborato una proposta per trasformare lo spazio in una proprietà collettiva mantenendo la sua funzione sociale dedicata alle donne. Se dovesse chiudere, molte donne perderebbero nell’immediato il loro rifugio, molte altre non avrebbero più l’opportunità di ricominciare una vita lontana dalla violenza.

Condividi sui social:

  • Segui il cambiamento
    Lasciaci la tua email