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Storia di Zezé

Non un semplice allenatore, ma un vero punto di riferimento per i ragazzi di Cidade de Deus.

Conosco bene Cidade de Deus, abito qui da oltre 40 anni, quando sono stato sfrattato insieme alla mia famiglia da Marquês de São Vicente. Ricordo ancora il giorno in cui, tornando da scuola, ho trovato la nostra vecchia casa rasa al suolo e ho dovuto avvisare i miei genitori che eravamo obbligati a trasferirci nella nuova favela. Fu una giornata traumatica per tutti noi.

Adesso sono orgoglioso di vivere a Cidade, perché qui ho visto crescere una comunità, che va avanti nonostante le tantissime difficoltà e la grave carenza di infrastrutture e servizi. Anche per questo ho deciso di lavorare con i bambini: lo faccio da quando ero giovane e usavo i soldi guadagnati giocando a calcio per portare gli altri al cinema. Sono sempre stato convinto che condividere le esperienze sia la cosa più importante.

@cinzia gabriele

A volte sono quasi invidioso di questi bambini, perché ai miei tempi non avevamo un campo di calcio e giocavamo per strada. Per questo cerco di fare tutto il possibile per loro. So cosa vuol dire non avere niente e so quanto sia stato importante per me lo sport. Nella favela ci sono poche occasioni e giocando a calcio ho imparato tanto e voglio che sia così anche per loro.

La mia vita è stata difficile, sono stato anche vittima di un attentato: anni fa mi spararono e per mesi non riuscii a camminare. Ne sono uscito con tanta fisioterapia, ma ho comunque una paralisi al lato sinistro del corpo. Ora la mia terapia sono i bambini e il tempo che passo con loro la mia palestra. Mi aiutano ad andare avanti e a guardare al futuro con ottimismo.

@cinzia gabriele

Faccio il possibile per aiutare anche le loro famiglie, che vedono in noi un punto di riferimento. Li invitiamo a restare informati su cosa succede fuori dalla favela e a discutere dei fatti del giorno. Diamo degli stimoli quotidiani e, quando serve, supporto psicologico.

L’altro giorno ad esempio è venuta da me una madre disperata perché il figlio spaccia droga e fa piccoli furti. Le ho detto di portarlo al nostro centro, perché abbiamo già avuto a che fare con situazioni simili e sappiamo che spesso questi ragazzi hanno solo bisogno di un aiuto e una guida.

Questi bambini infatti non mi vedono solo come un allenatore, ma anche come un insegnante, uno zio con cui parlare e a cui chiedere aiuto. Per loro sono un modello e cerco di fargli capire che è importante andare a scuola e che esiste un’alternativa alla vita di strada e allo spaccio.

ActionAid per noi ha rappresentato tanto. E’ stato ristrutturato il campo e tutta la struttura e finalmente abbiamo potuto comprare del materiale nuovo. Per i bambini è stata una bellissima sorpresa e noi adulti siamo felici di poter insegnare e allenare in un luogo sicuro. Inoltre venire in un posto gradevole li incentiva ancora di più a non saltare le lezioni e li fa sentire “normali”, non più bambini dimenticati di una favela.

@cinzia gabriele

Normalmente occasioni come le Olimpiadi e i Mondiali ricordano alla nostra comunità quello che non abbiamo, stavolta non è così. Grazie ad ActionAid e CONI anche Cidade de Deus ha beneficiato delle Olimpiadi. Quanto è stato fatto rimarrà a disposizione di tutti noi anche dopo la fine delle gare.

Il mio sogno è aprire una scuola professionale per portieri di calcio. Io sono stato un giocatore professionista e mi piacerebbe aprirla qui, per poi creare il primo club professionistico della favela affiliandolo alla Federazione di calcio di Rio de Janeiro.

Il nostro primo obbiettivo in ogni caso non è creare giocatori, ma uomini responsabili in grado di dare un contributo alla propria comunità. Persone che sappiano quali sono i loro diritti e i loro doveri, persone informate in grado di avere opinioni proprie e confutare le tesi altrui. Persone che sappiano relazionarsi con le istituzioni e dare indicazioni su come migliorare le politiche pubbliche.

@cinzia gabriele

Vogliamo formare cittadini consapevoli e lo sport è uno dei mezzi per farlo. I giochi panamericani non avevano portato nulla a Cidade de Deus: per far vedere che pensavano a noi ci avevano regalato le scarpe usate degli atleti, talmente usate da essere inutilizzabili.

Stavolta grazie ad ActionAid non è stato così e non possiamo che augurarci di continuare su questa strada.