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Valeria

A scuola per formare i cittadini del domani.

Cambiare una mensa scolastica in ottica di alimentazione sostenibile è un cambiamento che prevede diverse azioni: dalle modifiche di un capitolato d’appalto, alla promozione della partecipazione delle famiglie alla revisione del servizio tramite il coinvolgimento nella commissione mensa, ai percorsi didattici sul diritto al cibo e contro gli sprechi alimentari con i bambini e i docenti.

E’ ciò che abbiamo fatto e stiamo facendo a Siracusa dalla fine del 2014, grazie alla collaborazione con il nostro Gruppo Locale e con il Comune di Siracusa, in particolare con Valeria, Assessore all’Istruzione, che è stata la prima promotrice del lavoro su Io Mangio Giusto. Alla fine del 2014, il Comune ha adottato un nuovo regolamento comunale.

Il servizio mensa aveva molti punti deboli: da una scarsa chiarezza nell’informazione all’utenza, all’assenza di un monitoraggio sul servizio, dalla mancanza di rapporti e partecipazione dell’utenza, a una qualità del cibo e dei menù alquanto scadente.

Abbiamo coinvolto docenti e genitori e redatto un regolamento delle Commissioni Mensa, costituite per monitorare il servizio, ma anche per decidere insieme menù migliori, anche grazie all’interlocuzione con la ditta affidataria del servizio.

Siamo pertanto giunti alla creazione di menù stagionali e speciali. Di enorme valore è stata per noi la collaborazione con ActionAid, che ha consentito di approfondire in sede di formazione delle Commissioni mensa la tematica della lotta agli sprechi, della mensa più giusta, ma soprattutto la possibilità di usufruire di validi strumenti didattici da condividere con le scuole. Il confronto con gli attivisti del gruppo di ActionAid quindi ha per noi rappresentato un valido supporto per istituire una food policy cittadina e per capire come indire gare d’appalto sulla logica della filiera corta e dei prodotti biologici.

Molti sono gli obiettivi per il nuovo anno: dall’informatizzazione del sistema di prenotazione dei pasti ad alcuni progetti di educazione al cibo come ad esempio gli orti didattici, la costituzione di una piattaforma d’acquisto con i coltivatori locali ed infine la costruzione di una carta condivisa sul cibo”.