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Vivere in Palestina.

In un Paese che ha uno dei tassi di disoccupazione giovanile più alti del mondo, la nascente industria tecnologica è uno dei pochi settori economici in crescita.

Forse non tutti sanno che secondo le linee guida delle Nazioni Unite sulle attività economiche e i diritti umani, le attività produttive non dovrebbero avere ricadute negative, anche indirette, sui diritti delle persone.

Ma non è sempre così! Infatti ad oggi PayPal, metodo standard per i pagamenti online di milioni di persone nel mondo, non offre ai Palestinesi dei Territori Occupati di Cisgiordania e Gaza di utilizzare i propri servizi. Al contrario lo stesso servizio è accessibile ai coloni israeliani che vivono negli insediamenti dichiarati illegali dalla comunità internazionale.

La disparità di trattamento per persone che vivono a pochi metri di distanza è una discriminazione con pesanti ripercussioni, soprattutto sulle nuove generazioni.

In un Paese che ha uno dei tassi di disoccupazione giovanile più alti del mondo, la nascente industria tecnologica è uno dei pochi settori economici in crescita.  Avere accesso a Paypal è fondamentale per essere competitivi sul mercato o anche semplicemente per ottenere il pagamento delle proprie prestazioni lavorative.

Pertanto, Chiediamo a PayPal di rendere disponibili i suoi servizi a tutti i Palestinesi, rispettando le linee guida internazionali.


"Qui non abbiamo la stessa libertà che c’è in Italia e in Europa".

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