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PayPal non discriminare i Palestinesi!

Chiediamo a PayPal di garantire i propri servizi anche ai Palestinesi dei Territori Occupati di Cisgiordania e Gaza.

Forse non tutti sanno che secondo le linee guida delle Nazioni Unite sulle attività economiche e i diritti umani*, le attività produttive non dovrebbero avere ricadute negative, anche indirette, sui diritti delle persone.

Ma non è sempre così! Infatti ad oggi PayPal, metodo standard per i pagamenti online di milioni di persone nel mondo, non offre ai Palestinesi dei Territori Occupati di Cisgiordania e Gaza di utilizzare i propri servizi. Al contrario lo stesso servizio è accessibile ai coloni israeliani che vivono negli insediamenti dichiarati illegali dalla comunità internazionale**.

La disparità di trattamento per persone che vivono a pochi metri di distanza è una discriminazione con pesanti ripercussioni, soprattutto sulle nuove generazioni. Ogni anno sono 2.000 i giovani palestinesi che si laureano in informatica e moltissimi di loro hanno dato vita a  start-up nel settore tecnologico, considerato uno dei più promettenti dei Territori palestinesi occupati, forse l’unico capace di valicare i confini e dare speranza. In questo settore, così come in altre attività commerciali, poter usare Paypal è fondamentale.

PayPal è il metodo di pagamento online più diffuso al mondo. Funziona infatti in 203 giurisdizioni, incluse aree problematiche come la Somalia, l'Eritrea e lo Yemen. I Territori palestinesi occupati hanno un reddito nazionale lordo significativamente maggiore di questi paesi, tuttavia PayPal si rifiuta di offrire il proprio servizio lì.

In un Paese che ha uno dei tassi di disoccupazione giovanile più alti del mondo, la nascente industria tecnologica è uno dei pochi settori economici in crescita.  Avere accesso a Paypal è fondamentale per essere competitivi sul mercato o anche semplicemente per ottenere il pagamento delle proprie prestazioni lavorative.

Pertanto, Chiediamo a PayPal di rendere disponibili i suoi servizi a tutti i Palestinesi, rispettando le linee guida internazionali.

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* risoluzione 17/4 del 16 giugno 2011, Principi Guida su imprese e diritti umani: attuazione del Quadro ONU “Proteggere, rispettare e rimediare”.
**gli insediamenti violano la quarta Convenzione di Ginevra, che proibisce “agli Stati di spostare la propria popolazione in territori occupati in una guerra”. L’illegalità di questa situazione è stata riconfermata nella Risoluzione 2334 del 23 Dicembre 2016 del Consiglio di Sicurezza dell’ONU.