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Abbandono scolastico in Italia: giovani senza futuro

Il Belpaese è l’ultimo nell’area Ocse per istruzione dei giovani e il penultimo per il tasso di abbandono.

Sapere significa poter scegliere. Sapere significa sperare di costruirsi un futuro migliore. Per molti giovani non sarà così. Perché l’Italia ha uno dei più alti tassi di abbandono scolastico dell’area Ocse. E le cause sono diverse.

Le statistiche

Tra i Paesi dell’area Ocse, l’Italia può vantare un primato poco invidiabile: è l’ultimo Paese per istruzione dei giovani. La media nazionale, infatti, è del 52,8 per cento contro la media degli altri Paesi Ocse che si attesta sul 73,7 per cento. Più nello specifico:

  • il 19,7 per cento dei giovani in età lavorativa (16-29 anni) e il 26,36 per cento degli adulti (30-54 anni) hanno scarsa capacità di lettura;
  • il 29,76 per cento degli adulti in età lavorativa ha scarse competenze matematiche.

Anche l’abbandono scolastico è molto diffuso: in Italia, il 17,75 per cento dei giovani under 25 ha abbandonato la scuola prima di aver terminato le superiori e non sta proseguendo con nessun tipo di istruzione. Nell’area Ocse, solo la Spagna (23,21 per cento) ha un tasso di abbandono scolastico maggiore di quello italiano.

Cause e conseguenze

Le cause che portano all’abbandono scolastico sono diverse. Alcune le abbiamo già viste, ovvero mancanza di strutture adeguate. I ragazzi che provengono da famiglie svantaggiate o con uno scarso livello d’istruzione hanno maggiore probabilità di abbandonare la scuola. Lo stesso discorso vale per chi è nato in situazioni sociali difficili. Infine, bisogna considerare le motivazioni individuali (come l’ansia) e il totale disinteresse nell’istruzione. Per quanto riguarda le conseguenze, lo abbiamo detto all’inizio: non avere un adeguato livello d’istruzione significa precludersi qualsiasi possibilità di costruirsi un futuro migliore, con delle pesanti ricadute per quanto riguarda l’inserimento sociale e lavorativo della persona.

Dove il problema è più grave

L’abbandono scolastico è un problema che riguarda tutta la Penisola. Ma tre aree ne sono particolarmente colpite:

  • a Reggio Calabria, 5mila bambini non potranno frequentare l’asilo perché le strutture sono state chiuse;
  • 6mila studenti dell’Aquila sono ancora oggi, a più di sette anni dal terremoto, costretti a seguire le lezioni all’interno di strutture provvisorie;
  • nel 2013, 11mila ragazzi della Campania si sono fermati alla terza media.

Cosa possiamo fare

L’abbandono scolastico è una delle cause della povertà in Italia. Ma si tratta anche di un problema che possiamo affrontare. Come?

  • Offrendo contributi economici per costruire strutture adeguate.
  • Realizzando attività sportive extrascolastiche per i bambini, che così restano lontani dalla strada.
  • Aprendo sportelli dove i ragazzi in difficoltà possono chiedere aiuto.
  • Acquistando libri di testo per i bambini che provengono da famiglie con difficoltà economiche.

Dati: OCSE (2015)