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Cinzia

“L’attivismo mi ha fatto vedere il mondo con occhi diversi”.

Cinzia: insegnante di religione, camminatrice, Attivista di ActionAid

Cinzia vive a Cassinetta di Lugugnano con suo marito e i due figli, Mara e Riccardo. Il suo è un paese immerso nel verde. C’è una strada in particolare, che costeggia il fiume e porta fino a Milano, in cui Cinzia fa lunghe passeggiate i rari pomeriggi di relax. Perché di tempo libero non ne ha tantissimo: è insegnante di religione in una scuola elementare e fa parte del Comitato Intercomunale per la Pace.

Ai bambini Cinzia insegna ogni giorno a non bastarsi mai. Per farlo non si limita alle lezioni ma cerca spunti dal mondo fuori dalle aule, spiegando ai suoi alunni che nel loro piccolo possono costruire qualcosa di grande. “Si può fare sempre un pochino di più”, dice spesso loro.

E per loro fa davvero tanto di più: come il primo evento che organizza insieme ad ActionAid. Divide la classe in due gruppi e a ciascuno dà dei biscotti. Il gruppo “ricco” ne riceve molti, il gruppo “povero” ne riceve pochissimi. Cercano di dividere i biscotti tra tutti, ma proprio non bastano. Quando uno dei bambini le si avvicina per confessarle che con il suo gioco aveva finalmente capito cosa volesse dire essere poveri, Cinzia si emoziona. Capisce che un metodo semplice può portare risultati straordinari e si concentra per organizzare attività di quel tipo più spesso. Convince altri insegnanti e coinvolge i genitori. Da qui nasce la collaborazione di Cinzia con ActionAid, o per meglio dire, la collaborazione di ActionAid con Cinzia. Si forma una vera e propria squadra, che la supporta e la consiglia nelle iniziative.

Poi sarà Cinzia a supportare ActionAid, prendendo il microfono durante l’EXPO per parlare di spreco e diritto al cibo. Un’esperienza unica per lei, che mai si sarebbe aspettata di riuscire a tenere un discorso davanti a tante persone sconosciute. La cosa che più le piace di essere un’attivista ActionAid è il poter fare le cose in prima persona. Perché per lei attivarsi è proprio questo: rendersi conto di cosa si può fare e non pensarci due volte prima di rimboccarsi le maniche. È molto timida, e spesso non si sente in grado di fare le cose in grande. Ma ama provarci. Riesce a coinvolgere le persone che la circondano: ha fatto entrare l’attivismo nella sua scuola, e ora i bambini quando tornano a casa dicono ai loro genitori che “il cibo non si butta” e che “non si devono mangiare le schifezze”. Vedere come attraverso i laboratori inizino a rendersi conto del vero significato dei giochi le fa capire che forse qualcosa di grande l’ha fatta.

"Cinzia ha combattuto la sua timidezza per mettersi in gioco. E proprio con dei giochi ha coinvolto i suoi alunni, i loro genitori e i colleghi insegnanti. Così è riuscita a a far capire ai bambini il valore di essere cittadini attivi e consapevoli. In quanto a lei, ha capito qual è il mezzo migliore per farsi ascoltare: la semplicità".

E tu, quante volte ti metti in gioco?