Scorri la pagina

Nunzia

“Una città senza servizi per i bambini non è una città civilizzata”.

Nunzia: sociologa, assistente sociale, Attivista di ActionAid.

Nunzia vive a Reggio Calabria e divide le giornate tra le sue più grandi passioni: le due figlie e il lavoro di sociologa e assistente sociale. Ama la barca a vela e il mare, che sia d’inverno o d’estate. Ma soprattutto ama fare, in tutte le sue forme.

In passato ha fatto volontariato, ma ben presto ha scoperto l’attivismo, notandone la differenza principale: i volontari intervengono su un’emergenza, gli attivisti intervengono per cambiare le cose, in ogni momento e con qualsiasi mezzo. Esattamente quello che fa lei, ogni giorno.

Ridendo confessa di essere una rompiscatole. Così la definiscono le figlie, ma soprattutto così si sente quando è attivista. Davanti ad una risposta negativa lei rompe le barriere. Insiste. Non si arrende. Si è impegnata per quindici anni nella lotta alle tossicodipendenze. Ancora oggi si occupa dell’inserimento di ex tossicodipendenti nel mondo del lavoro, e ha imparato così a conoscere il territorio. Il suo territorio, la Calabria. È stato proprio questo l’apporto più importante che ha dato ad ActionAid: conosce le problematiche della sua terra. Parte da lì per trovare le soluzioni. Nunzia è mamma, assistente sociale, aspirante lupo di mare. Ma soprattutto è donna. E come tale, ha deciso di dedicarsi anche alla lotta per la difesa dei loro diritti. Su ogni piano possibile.

Ha creato un gruppo di donne in uno dei quartieri più problematici della città. Insieme a loro ha iniziato una battaglia per ottenere un servizio molto importante per le donne: un asilo nido comunale. Una realtà che a Reggio Calabria mancava. Un obiettivo ambizioso, è vero. Ma una città senza servizi per i bambini non è una città civilizzata. È stata una battaglia lunga, hanno sensibilizzato l’amministrazione comunale, spiegando che la mancanza di asili nidi non penalizza solo i bambini ma anche le loro madri, bloccate in questa esigenza anche nella ricerca di un’occupazione, isolate nel loro lavoro di cura. Hanno vinto. Un asilo nido è stato aperto e altri due sono in fase di ristrutturazione. Ma è stato solo l’inizio.

Questa vittoria ha dato a Nunzia e a tutti gli attivisti la forza e la voglia di iniziare nuovi progetti. C’è sempre qualcosa da fare, da ideare, da pensare. Nel quartiere, alle manifestazioni, per strada. Nelle scuole si parla ai ragazzi di lotta di genere, delle storie delle donne che si sono riscattate, dell’antiviolenza. Per educare, per far sentire la propria voce. Per cambiare.

"Nunzia dice di essere una “rompiscatole”: con le due figlie, ormai adolescenti, ma soprattutto con chi deve concretizzare il cambiamento. Davanti a una risposta negativa non si tira indietro. Insiste, non si arrende. La sua lotta si svolge su più campi di battaglia: i diritti delle donne, le scuole per i bambini, la giustizia sociale. Ma lei riesce a mettere la stessa energia in tutto, perché sa che se vuole cambiare le cose, deve iniziare a cambiarle lei".

E tu, cosa fai per cambiare ciò che trovi ingiusto?