Samuele: consulente politico, digital champion, Attivista di ActionAid

Carpiano è un paese nella campagna lombarda, uno di quelli che incontri di continuo se fai un viaggio in macchina da quelle parti. Ci sono quattromila abitanti e per arrivare a Milano non ci vogliono neanche venti minuti, ma sembra che in mezzo ci sia un oceano. Samuele cresce qui, tra persone che conosce per nome: è un piccolo mondo, Carpiano, e per strada incontri sempre un parente o un amico. La vita è placida, serena, prevedibile. Ha confini ben definiti. Ma Samuele capisce presto che la vita non finisce lì, tra le strade di Carpiano. A casa sua si guarda il telegiornale, si leggono i quotidiani. Samuele ha 14 anni ma ha già un’attenzione viva per le notizie, per le storie che arrivano dalle terre più lontane e che passano sul piccolo schermo del salotto di casa sua. Mentre cena con i suoi genitori non stacca gli occhi dai notiziari: vuole sapere, vuole capire. Una notizia dopo l’altra, Samuele impara a conoscere il mondo oltre le colline di Carpiano. Non è un mondo giusto, quello che vede. Samuele è poco più di un bambino, ma ha già i pensieri di un adulto: vorrebbe fare qualcosa, vorrebbe partire oggi stesso per andare dove potrebbe fare la differenza. Ci sono tanti popoli che ne hanno bisogno. Gli anni passano. Samuele cresce, diventa un ragazzo. È ancora curioso come da piccolo, e proprio come allora ha voglia di rendersi utile. Forse è proprio questo desiderio che lo spinge ad impegnarsi in politica, fino a diventare un consulente: non è forse la strada giusta, la politica, per quel bambino che passava i pomeriggi incollato a un giornale?

Poi un giorno Samuele conosce ActionAid. Ci arriva come molti, informandosi sulle adozioni a distanza. È il suo sogno, poter cambiare anche una sola vita. Adottare un bambino a distanza gli sembra un gesto bellissimo, un modo di lasciare il segno. Eppure c’è ancora qualcosa che manca. La soluzione gli arriva un giorno, quasi per caso. Samuele è sul sito di ActionAid: vicino alle parole “adozione” e “terzo mondo”, nota gli argomenti che lo interessano da sempre: “trasparenza”, “pubblica amministrazione”. Scopre così qualcosa che fino a quel giorno gli era sfuggito: i gruppi locali. Non ci aveva mai pensato, a fare qualcosa per la sua comunità. Aveva sempre guardato lontano, così lontano che il suo paese era diventato invisibile. Ora, improvvisamente, vede che anche lì c’è tanto da fare. Anche in un posto così piccolo, le possibilità di cambiare qualcosa sono grandi. E allora Samuele fa la cosa più semplice, quella che avrebbe fatto un suo antenato in quelle stesse terre: riunisce un gruppo di volontari ActionAid, prende una vanga e scende nei campi appena fuori dal paese. C’è un pezzo di terra abbandonata. Non è nulla, e potrebbe diventare qualunque cosa. In quel pezzo di terra, Samuele e gli altri volontari si inventano un orto. È un momento indescrivibile, come se il cerchio si chiudesse: quella voglia di fare, di sporcarsi le mani, che aveva da bambino, sembra trovare tutte le risposte tra le zolle di terra, mentre semina gli ortaggi per il prossimo raccolto. Ha capito che anche “coltivare il proprio orticello” è un modo di cambiare il mondo, tanto che ora la sua missione principale con ActionAid è proprio quella di incoraggiare il dialogo tra i suoi concittadini e l’amministrazione comunale: come nel caso di San Donato, dove un edificio inutilizzato è diventato una club house aggregativa per tutto il paese. I questionari inviati al comune per decidere il futuro del palazzo sono stati ben 318, dimostrando a Samuele che ciò in cui crede è un obiettivo per il quale non è da solo a lottare.

"Per Samuele il suo attivismo con ActionAid è un hobby, la passione che riempie il suo tempo libero. Essere un attivista non ha cambiato la sua vita, ma ha cambiato il suo modo di vederla: lo ha reso una persona diversa, offrendogli la possibilità di lasciare un segno concreto come voleva fare sin da piccolo. Samuele sfrutta il suo tempo libero e le sue capacità per essere concretamente attivo, per fare qualcosa, a partire dalla sua comunità".

E tu? Guardati intorno, la risposta potrebbe essere più vicina di quanto pensi