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Migrazione

La risposta ai flussi migratori non può essere la chiusura delle frontiere.

Il problema

65,3 milioni di persone nel mondo. E’ il numero di chi è stato costretto ad abbandonare la propria casa per fuggire da fame, guerre, povertà e violenze.

Purtroppo le politiche recentemente adottate in Europa non hanno creato soluzioni, ma problemi. Gli accordi UE-Turchia per la gestione dei flussi migratori hanno avuto impatti negativi su chi stava percorrendo la rotta balcanica, moltiplicando respingimenti, detenzioni forzate e violazioni del diritto di asilo. La chiusura delle frontiere non può essere una soluzione. Sappiamo bene che se una rotta migratoria viene chiusa, altre, più pericolose, si creeranno poco dopo.

Uno degli obiettivi dell’Agenda 2030 è ridurre le disuguaglianze e fare in modo che tutti possano disporre di pari opportunità, lavorando per l’inclusione sociale, economica e politica.  

La risposta ai flussi migratori non può quindi essere la chiusura delle frontiere.

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La ricetta per i G7

Abbiamo bisogno che i Paesi G7 prendano posizioni concrete, a difesa dei diritti umani e del diritto internazionale. L’essere umano deve essere sempre posto al centro, indipendentemente dalle ragioni che lo hanno spinto a migrare. Ancora oggi la narrazione del fenomeno migratorio è eccessivamente negativa, influenzando l’opinione pubblica e non permettendo ai migranti di assumere un ruolo positivo nella società.

Ai Paesi G7 chiediamo di favorire canali di migrazione sicuri, riconoscendo il reinsediamento tra Paesi quale opzione preferibile.

Raccomandazioni.

L’assistenza umanitaria e l’accoglienza devono essere assicurate a tutti, predisponendo strumenti di ingresso legale e inclusioni sociale non solo per i richiedenti asilo, ma anche per i cosiddetti migranti economici e ambientali.

La cooperazione allo sviluppo può rispondere alle cause profonde della migrazione, ma non deve essere usata come moneta di scambio.

Devono essere risorse complementari e non competitive con quelle per la cooperazione.

Facilitare la migrazione legale per diminuire le morti causate da tracciati pericolosi e considerare l'apporto della migrazione come una risorsa per i paesi d'approdo, per i paesi d'origine e per le comunità.

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