“La decisione israeliana aggrava una situazione già critica e blocca aiuti umanitari essenziali”
La vita a Gaza sempre più a rischio
Condanniamo la decisione di revocare la registrazione alle ONG a Gaza e in Cisgiordania: una scelta che ostacola gli aiuti umanitari, viola il diritto internazionale e mette in pericolo la vita di centinaia di migliaia di civili.
Noi di ActionAid siamo profondamente preoccupati e contrari alla decisione delle autorità israeliane di revocare la registrazione nostra e di altre organizzazioni umanitarie internazionali da Gaza e dalla Cisgiordania. Questa scelta arriva in un momento in cui i bisogni umanitari sono estremi e l’accesso agli aiuti salvavita è cruciale per la sopravvivenza della popolazione civile. Impedire il nostro lavoro significa ostacolare il diritto internazionale umanitario e mettere ulteriormente a rischio la vita di migliaia di persone.
La condanna congiunta delle organizzazioni umanitarie
Insieme ad altre 36 organizzazioni umanitarie internazionali abbiamo firmato un comunicato stampa congiunto per condannare questa decisione e chiedere la revoca immediata delle cancellazioni. A Gaza la situazione umanitaria è già drammatica: una famiglia su quattro sopravvive con un solo pasto al giorno, mentre tempeste e forte maltempo invernale hanno causato lo sfollamento di decine di migliaia di persone, lasciando 1,3 milioni di persone in urgente bisogno di riparo.
Le ONG internazionali forniscono oltre la metà di tutta l’assistenza alimentare a Gaza, gestiscono o supportano il 60% degli ospedali da campo, realizzano quasi il 75% delle attività legate a ripari e beni non alimentari e forniscono il 100% dei trattamenti per i bambini affetti da malnutrizione acuta grave. Bloccare l’operato delle ONG significa interrompere servizi vitali da cui dipendono centinaia di migliaia di civili.
Ricordiamo anche che oltre 500 operatori umanitari sono stati uccisi dal 7 ottobre 2023.
Cosa stiamo facendo a Gaza
A Gaza continuiamo a rispondere all’emergenza insieme ai nostri partner locali, molte delle quali organizzazioni guidate da donne e giovani, lavorando per garantire assistenza immediata e protezione alle comunità più colpite.
Solo nel 2025, insieme ai nostri partner abbiamo sostenuto più di 634.000 persone nei Territori Palestinesi Occupati con cibo, acqua, alloggio e servizi essenziali.
Forniamo cibo, acqua potabile, kit igienici, beni di prima necessità e supporto sanitario, con particolare attenzione a donne, bambine e bambini, incluse cure per la salute materna e supporto nutrizionale. Offriamo inoltre assistenza economica diretta, supporto psicosociale per affrontare traumi e perdite, e rafforziamo le capacità delle comunità locali nella gestione dell’emergenza.
Nonostante le restrizioni e le difficoltà operative, continuiamo a lavorare per salvare vite e difendere i diritti umani, chiedendo alla comunità internazionale di agire con urgenza per garantire accesso umanitario senza ostacoli.