Gaza
Ultimi aggiornamenti
Nonostante la tregua proclamata nell’autunno 2025, a ottobre 2026 un reale cessate il fuoco non c’è mai stato e non esiste nella vita quotidiana delle persone che vivono a Gaza.
Sono passati tre anni dall’inizio degli attacchi dell’esercito israeliano e la crisi umanitaria nella Striscia resta catastrofica.
Solo nell’ultimo anno sono state uccise circa 1.400 persone e il numero totale delle vittime da ottobre 2023 a ottobre 2026 è di 74.000.
La vita quotidiana continua a essere segnata da sfollamenti, difficoltà di accesso a cibo, acqua, medicinali e ripari adeguati. L’82% delle strutture di Gaza è stato distrutto o danneggiato e il 94% della popolazione ha urgente bisogno di sostegno per un riparo. L’ingresso di forniture essenziali e dei materiali necessari alla ricostruzione continua inoltre a essere fortemente limitato. La maggior parte delle strutture sanitarie è stata distrutta o gravemente compromessa ed è oramai cronica la mancanza di apparecchiature per esami e interventi e di farmaci essenziali.
Da gennaio 2026 inoltre le autorità israeliane hanno avviato la procedura di revoca della registrazione di molte organizzazioni umanitarie internazionali operanti a Gaza e in Cisgiordania, una decisione che compromette e complica gli interventi.
Gli aiuti umanitari restano sotto il controllo di Israele, che può aprire o chiudere i valichi, determinando di fatto quando e se cibo, cure e beni essenziali possono entrare. L’accesso alla sopravvivenza stessa può essere negato da un momento all’altro, lasciando la popolazione in una condizione di costante precarietà.
Questa situazione è aggravata dall’allargarsi del conflitto in tutta la regione, che nell’autunno 2026 non sembra al momento stabilizzarsi.
Le conseguenze sulla vita delle persone sono pesanti: gli sfollati aumentano, la carenza di cibo è oramai strutturale, le strutture sanitarie sempre più in affanno.
Gaza continua a essere uno dei luoghi in cui questa crisi si manifesta in modo sempre più estremo. Scopri il nostro lavoro in Medio Oriente.
Ogni giorno, gli operatori umanitari lottano per garantire accesso ad acqua, cure e beni essenziali in condizioni proibitive.
Il nostro lavoro continua, nonostante i blocchi e i rischi, in stretta collaborazione con le associazioni locali, perché crediamo che la giustizia e la pace siano possibili solo partendo dalla protezione e dalla dignità delle persone.
Attacco alla sede UNWRA a Gerusalemme Est
Tra le notizie più preoccupanti quella del 20 gennaio 2026, riguardante l’attacco alla sede dell’UNWRA, l’Agenzia ONU dedicata all’assistenza dei rifugiati palestinesi.
Jamil Sawalmeh, Direttore di ActionAid Palestina, ha dichiarato: “Siamo inorriditi dall’incessante distruzione del governo israeliano, portata avanti nella totale impunità. Attaccare l’UNRWA equivale a demolire gli sforzi mondiali per sostenere la vita palestinese. La retorica genocida dei funzionari israeliani che ha accompagnato queste demolizioni non lascia spazio a dubbi.
Noi di ActionAid denunciamo con forza una scelta che mette deliberatamente in pericolo la vita di milioni di persone. UNRWA garantisce servizi essenziali come assistenza sanitaria, istruzione, distribuzione di aiuti e gestione dei rifugi: indebolirla significa aggravare una catastrofe già in atto. Chiediamo alla comunità internazionale di proteggere il mandato dell’agenzia, garantire pieno accesso umanitario e difendere il diritto alla vita dei palestinesi, a Gaza e in tutta la regione.
Mobilitazioni e advocacy
La solidarietà è parte della nostra azione. Sosteniamo e promuoviamo la mobilitazione civile in Italia e in Europa, convinti che la voce collettiva possa cambiare le politiche.
Negli ultimi mesi abbiamo:
- firmato appelli al governo italiano per lo sblocco dei fondi umanitari destinati a Gaza e Cisgiordania;
- aderito alla richiesta di vietare commercio e affari con gli insediamenti illegali israeliani;
- sottoscritto lettere europee per la sospensione dell’accordo di associazione UE-Israele;
- partecipato a manifestazioni e campagne pubbliche per chiedere giustizia e protezione per la popolazione civile.
A livello internazionale, partecipiamo alla campagna “No Trade Deals with Occupation” e abbiamo sostenuto l’azione della Global Sumud Flotilla, simbolo di coraggiosa solidarietà e libertà di movimento.
Siamo convinti che la mobilitazione delle persone sia la forma più concreta di impegno politico per la pace e la giustizia in Palestina.
Come sostenere la popolazione di Gaza
Nonostante la distruzione, la forza e la resilienza del popolo palestinese restano intatte. Noi di ActionAid lavoriamo per supportare questa resilienza, sostenendo le donne chenricostruiscono le comunità, i giovani che immaginano futuro e le organizzazioni che difendono i diritti di chi non ha voce.
Sostenere ActionAid significa schierarsi dalla parte della dignità, della libertà e della giustizia.
Sostieni la popolazione di Gaza. Dona ora.
Insieme possiamo trasformare la solidarietà in azione concreta e dare forza alla speranza di un futuro giusto per la Palestina.
Sostieni il nostro intervento
Cosa stiamo facendo
Come ActionAid, insieme ai nostri partner palestinesi – molte organizzazioni guidate da donne e giovani, tra cui la Global Platform Palestine – stiamo rispondendo all’emergenza con un approccio radicato nella dignità, nei diritti e nella resilienza.
Le nostre attività comprendono:
- Distribuzione di cibo a 329.000 persone
- Servizi sanitari per 165.000 persone, con particolare attenzione a bambini e donne, con servizi dedicati alla gravidanza e alle cure ginecologiche.
- Attivato partnership con 34 associazioni locali guidate da donne e membri delle comunità locali
- Fornitura di acqua potabile a 88.000 persone. Grazie al partner locale Al-Aqsa Club, distribuiamo 6 m³ di acqua al giorno per garantire sopravvivenza e igiene.
- Prevenzione e risposta alla violenza di genere, con spazi sicuri, assistenza legale, psicologica e programmi educativi per comunità e leader.
- Supporto psicosociale per oltre 4.000 donne e bambini, per affrontare traumi e lutti.
- Assistenza economica diretta: trasferimenti in denaro e iniziative di microimprenditorialità femminile per favorire indipendenza e sicurezza.
- Rafforzamento delle organizzazioni locali: formazione su protezione, accountability e gestione dell’emergenza, con il coinvolgimento di 20 realtà comunitarie.
In totale, abbiamo raggiunto oltre 722.000 persone tra Gaza e Cisgiordania. Operiamo anche in condizioni difficili, affrontando nuove restrizioni israeliane che limitano la libertà d’azione delle ONG e mettono a rischio l’accesso agli aiuti umanitari.









