La nostra Bussola per politiche climatiche più eque
La crisi climatica non è neutra. Le persone e le comunità che vivono in condizioni di fragilità o marginalità spesso sono più esposte ai suoi effetti e, allo stesso tempo, hanno meno risorse per affrontarli. Ma il loro punto di vista rischia di rimanere fuori dalle politiche di adattamento.
Una misura può essere pensata per ridurre i rischi climatici e produrre allo stesso tempo nuovi svantaggi se non considera le diseguaglianze sociali, economiche e territoriali relative al contesto in cui viene applicata.
Per aiutare chi progetta, revisiona o analizza le misure di adattamento al cambiamento climatico, abbiamo elaborato la Bussola dell’Equità climatica, uno strumento pratico per orientare politiche pubbliche e azioni climatiche verso principi di equità.
La Bussola aiuta a considerare il punto di vista delle persone e delle comunità che rischiano di restare invisibili allo sguardo del decisore pubblico.

Il percorso della Bussola
La Bussola dell’Equità climatica è il risultato di un percorso di ricerca, ascolto e confronto sviluppato nell’ambito del progetto Inclusion for a Fair Transition, realizzato con il sostegno della European Climate Foundation.
Durante il primo anno di progetto, attraverso la ricerca “Coinvolgimento delle comunità in condizioni di fragilità e marginalità nelle politiche di adattamento al cambiamento climatico” abbiamo raccolto voci, esperienze e testimonianze spesso inascoltate e analizzato le politiche nazionali di adattamento in tre contesti regionali: Lombardia, Emilia-Romagna e Sicilia.
La ricerca ha mostrato che le persone in condizioni di vulnerabilità sono ancora troppo spesso escluse dai processi decisionali e che mancano dati e strumenti per restituire un quadro completo del fenomeno.
La condivisione dei risultati della ricerca con le amministrazioni e le organizzazioni della società civile ha reso evidente un problema: l’equità rimane troppo spesso un principio dichiarato ma lontano dalle pratiche concrete.
Da qui è nata l’idea di uno strumento capace di accompagnare questo passaggio, la Bussola dell’Equità climatica.
La prima versione dello strumento è stata testata in tre incontri di co-progettazione, che hanno coinvolto rappresentanti della pubblica amministrazione e della società civile.
Il test su politiche pubbliche reali ci ha permesso di raccogliere esperienze, suggerimenti e indicazioni d’uso che hanno reso più efficace lo strumento.

Come funziona la Bussola?
La Bussola traduce quattro dimensioni della giustizia climatica in domande semplici, articolate in 13 indicatori e suggerimenti per guidare la valutazione.
Le domande consentono di analizzare una politica o un’azione pubblica: vengono riconosciute differenze e bisogni delle persone in condizioni di vulnerabilità? Queste persone possono partecipare e influenzare le decisioni? Costi e benefici sono distribuiti in modo equo? Esistono meccanismi di monitoraggio e correzione durante l’attuazione?
Ad ogni indicatore è associato un valore, così che le valutazioni non restino implicite ma possano essere messe a confronto e discusse.
Il risultato viene poi visualizzato attraverso il Radar dell’equità: una rappresentazione visiva che mostra i punti di forza e le aree da migliorare della politica o dell’azione analizzata.
I profili-tipo descritti nel manuale aiutano a interpretare il risultato, individuare i rischi principali e ragionare sulle possibili correzioni.
La Bussola è pensata per essere uno strumento pratico, semplice e flessibile: può essere utilizzata individualmente, in lavori di gruppo o all’interno di processi partecipativi più ampi. Non serve ad aggiungere complessità, ma a offrire un punto di partenza comune per discutere una politica o un’azione, far emergere eventuali criticità e individuare possibili correzioni.
Non offre quindi risposte standard, ma aiuta a costruire domande migliori e a rendere più trasparente il percorso che porta dalle analisi alle decisioni.
Un percorso che continua
La pubblicazione della Bussola è un punto di partenza. Nei prossimi mesi continueremo a presentarla, testarla e a discuterne con amministrazioni pubbliche, decisori politici, attiviste e attivisti, organizzazioni della società civile e con tutto coloro che vorranno confrontarsi con noi su questi temi.
L’obiettivo è che la Bussola diventi uno strumento sempre più condiviso, capace di tenere conto dei diversi contesti, far emergere ciò che non funziona e orientare interventi più efficaci per ridurre le diseguaglianze. In questo modo, le politiche di adattamento climatico potranno considerare anche le persone, le comunità e i territori che rischiano di restare ai margini.