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Parte la campagna “Il 99 che conta” un modo diverso di attivarsi insieme

Il 31 ottobre progetto 99% ha lanciato la campagna “il99checonta”, e lo ha fatto tramite un evento a Roma che è andato sold out: oltre 300 persone da tutta Italia, la maggior parte under35, impegnate nell’attivismo, nella politica attiva, nell’associazionismo. Tutte accomunate da un unico obiettivo: sentirsi rappresentate alla prossima tornata elettorale da proposte politiche che tocchino davvero i propri bisogni e quelli del 99% della popolazione. Perché ormai tra le persone più giovani è ampiamente diffusa la consapevolezza di vivere in un sistema globale totalmente insostenibile.  

È insostenibile la concentrazione di ricchezza nelle mani di pochi, quell’1% che controlla e detiene anche il potere politico. È insostenibile il modello di consumo, di produzione, di sfruttamento del lavoro. Ed è insostenibile quanto insopportabile la violenza con cui questo sistema di potere si conserva e si mantiene. Attraverso guerre, autoritarismi, repressione, e anche attraverso la consapevole e scientifica istigazione all’odio, al razzismo, alla misoginia. 

Global Platform è una rete di spazi per l’attivismo youth-led, promossa da noi di Action Aid, che collega oltre 100 piattaforme in 30 paesi. Il progetto 99% nasce proprio da qui: dall’esigenza di mettere in relazione persone, movimenti e organizzazioni per creare una piattaforma in grado di proporre un nuovo paradigma politico, in cui il valore si misura con la felicità collettiva. Non bastano piccoli aggiustamenti rispetto alle falle di sistema. Dobbiamo avere il coraggio di cambiare direzione in maniera decisa e radicale. Per questo, anche chi è o sarà chiamato a servire nelle istituzioni, dovrà avere altrettanto coraggio, visione e ambizione. 

Alla politica il 99% chiede di adottare, senza ambiguità, le tante soluzioni che già il mondo della ricerca, della società civile, dei sindacati hanno prodotto in questi anni, su temi come la casa, la sanità pubblica, l’energia, il lavoro, la parità di genere. Pensiamo, per esempio, all’imposta di una tassa progressiva sui patrimoni degli ultraricchi, ad un piano nazionale per l’elettrificazione che dimezzi il costo delle bollette e le emissioni di Co2, ma moltiplichi i nuovi posti di lavoro, a una politica abitativa che metta un freno alle speculazioni e agli affitti brevi, e aumenti la disponibilità di case a costi accessibili e posti in studentati. 

Soluzioni che non piaceranno all’1% più ricco e potente, che proverà a ostacolarle con ogni mezzo, ma senza le quali, fasce sempre più ampie della popolazione pagheranno per l’aumento del costo della vita, per il deterioramento della qualità dei servizi, dell’istruzione, della qualità dell’aria, del cibo, e per le catastrofi naturali. 

Gruppo di giovani ripresi dall'alto con in mano cartelli indicanti i vari problemi in Italia: dimezzare le bollette, tassare gli ultra-ricchi ecc.

Questo però non è l’unico aspetto importante del progetto 99%. Ce n’è uno forse ancora più rilevante, cioè il modo in cui il progetto ha scelto di lavorare, agire, organizzarsi. 

Ci sono alcuni principi chiave che lo animano e che vogliono rappresentare un cambiamento altrettanto radicale.  

99% è innanzitutto uno spazio collettivo co-progettato da un insieme di organizzazioni (la nostra Global Platform di ActionAid, Ci Sarà un Bel Clima, Dalla Parte Giusta della Storia, Fantapolitica, Genova che Osa, Italia Impossibile, Legambiente, Rena, Scomodo e Visionary) che hanno scelto di collaborare secondo un principio molto semplice: condividere competenze e conoscenza.  

Dopo la co-progettazione tra 10 organizzazioni, il progetto si è sviluppato aprendo la candidatura a 30 persone già attive in associazioni o movimenti di tutta Italia, che hanno partecipato a unpercorso di formazione per acquisire le competenze utili a gestire una campagna collettiva.  

Non solo, abbiamo lavorato con i professionisti e professioniste di Global Platform e dei partner coinvolti alla definizione di un modo preciso di stare insieme, lavorare insieme, costruire meccanismi di partecipazione e di governance progettuale attraverso principi di leadership femminista e organizzazione distribuita di potere e responsabilità. Anche questo fa parte della sfida: evitare di riprodurre  all’interno dinamiche di potere e di oppressione per non contraddire le richieste che portiamo avanti. 

Abbiamo definito alcuni valori alla base del lavoro comune, come l’idea che la felicità sia un percorso collettivo da costruire, non la misura di un successo individuale; che si impara camminando insieme, sbagliando insieme e trovando insieme le soluzioni. E che la cura reciproca e delle relazioni interpersonali è il pilastro sul quale vogliamo costruire il mondo di domani. 

Adesso, dopo 6 mesi di lavoro e l’evento “Noi siamo il 99%”, oltre 50 persone stanno collaborando, divise in gruppi di lavoro, alla gestione della campagna “il99checonta”, che chiede a chi si candiderà alle prossime elezioni di sposare l’Agenda99, un insieme di obiettivi politici ambiziosi da raggiungere nei prossimi 5 anni di governo, a beneficio del 99% delle persone.  

Abbiamo coinvolto voci importanti del panorama nazionale e ospiti internazionali di rilievo, tra cui Zara Rahim, stratega della comunicazione del sindaco di New York Mamdani, per due giorni che sono stati dedicati al lavoro sulla strategia e sulle tattiche della campagna, allargando lo spettro delle collaborazioni. 

Con questo progetto, vogliamo ora aprire uno spazio organizzativo che sappia raccogliere le domande di cambiamento che stanno attraversando l’Italia, per creare un mondo a misura del 99%. Ai partiti che intendono rappresentare questa necessità di cambiamento diciamo chiaramente: adottate l’agenda99 e candidate persone credibili e di spessore che possano rappresentarla nelle istituzioni. 

Photocredit: Andrea Fabbri
Antonio Liguori
Campaigner