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ActionAid

2 ottobre 2020

Generazione diritti

Appunti sulle nuove generazioni in vista della manifestazione del 3 ottobre.

a firma di: Francesco Ferri (Programme Developer Migration) e Antonio Liguori (Community Mobilizer).

In piazza il 3 ottobre 

Ritornare in piazza è molto emozionante. Nella delicata fase che attraversiamo, lo è ancora di più.  

Il 3 ottobre a partire dalle ore 15:30 si terrà a Roma, in Piazza Santi Apostoli, una manifestazione per l’approvazione di una nuova legge sulla cittadinanza. La legge sulla cittadinanza, vecchia di quasi trent’anni, fotografa un’Italia che non esiste più. Per chi, figlio di genitori stranieri, nasce, cresce o vive stabilmente in Italia, il conseguimento della cittadinanza italiana è una lunghissima corsa a ostacoli escludente e classista. 

Nel percorso di avvicinamento alla manifestazione, ci siamo interrogati su qual è la relazione tra le e i giovani non formalmente italiani e l’istituto della cittadinanza. Abbiamo a tal fine commissionato un sondaggio, somministrato a donne e uomini tra i 18 e i 35 anni residenti in Italia e privi della cittadinanza italiana. Il quadro che emerge è multiforme, approfondito, denso di implicazioni politiche e sociali. 

Tra i molteplici aspetti indagati, in questa sede si propone una riflessione su uno degli aspetti cruciali: le motivazioni principali per cui i/le giovani di nuova generazione, attualmente esclusi dalla cittadinanza italiana, vorrebbero acquisirla.  

Il desiderio di cittadinanza ha molti volti 

Il quadro che emerge dai dati raccolti è significativo. Le tre risposte più ricorrenti hanno a che fare con la sfera della diseguaglianza lavorativa, economica e sociale. I/le giovani non formalmente italiani dichiarano di avere meno opportunità rispetto a chi ha la cittadinanza e vorrebbero acquisire la cittadinanza per poter avere accesso senza restrizioni al pubblico impiego e per poter ottenere il riconoscimento a pieno titolo dei diritti sociali e l’accesso al welfare. 

 (Sondaggio Quorum per ActionAid )

È interessante sottolineare che le risposte più frequenti insistono sugli effetti materiali dell’esclusione dalla cittadinanza. Da questa prospettiva, il mancato riconoscimento della cittadinanza italiana non è soltanto un pregiudizio di carattere formale. Il desiderio di far parte a pieno titolo della comunità italiana e di godere dei diritti politici sono, nelle risposte fornite, temi rappresentati con minor frequenza.  

All'interno del dibattito politico, il problema del mancato riconoscimento della cittadinanza per chi nasce, cresce o vive in Italia viene spesso rappresentato come un problema teorico, simbolico, astratto. Al contrario, le indicazioni fornite dai diretti interessati segnalano che la strutturale esclusione dal conseguimento della cittadinanza configura discriminazioni e diseguaglianze materiali, radicali, che incidono direttamente sulle prospettive di vita. 

Rivendicazioni comuni 

 La mancanza di opportunità, la difficoltà di accesso al pubblico impiego, l’assenza di adeguate misure di welfare sono tra i temi maggiormente rappresentati anche nelle mobilitazioni dei/delle giovani italiani/e. Chi è privo di cittadinanza fai i conti con un’esperienza di esclusione ancor più marcata. Complessivamente, però, i temi ricorrenti nelle risposte registrate sono rappresentativi della condizione di un’intera generazione, a prescindere dalla nazionalità di appartenenza.  

A partire da queste considerazioni, le prospettive di chi ha la cittadinanza e chi ne è privo hanno molti punti di contatto. Con queste lenti è possibile immaginare percorsi di convergenza tra i/le giovani che rivendicano una nuova legge sulla cittadinanza e le mobilitazioni a carattere generazionale sui temi della giustizia sociale.  

 L’esclusione dalla cittadinanza è una delle chiavi per il mantenimento delle diseguaglianze. Ha effetti diretti sulla qualità della vita di chi è escluso dagli attuali criteri, del tutto inadeguati in una società contemporanea pluralista.  

È con questa convinzione che il 3 ottobre saremo in piazza e continueremo a mobilitarci in ogni sede utile per una sostanziale riforma della cittadinanza, che tenda finalmente verso l’uguaglianza e l’universalizzazione dei diritti. 

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