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Dalle proposte alla capacità di incidere nello scenario politico 

Negli ultimi anni abbiamo assistito a tante mobilitazioni giovanili nel mondo. In alcuni paesi, come Bangladesh, Kenya, Nepal, si è trattato di rivolte dai tratti rivoluzionari. Ci si è spesso domandati se la contagiosità di questi fenomeni potesse portare a qualcosa di simile anche in Italia.  

La risposta è che non è impossibile che succeda, ma è molto difficile che accada nello stesso modo. Se è vero che, esattamente come nei Paesi menzionati, anche in Italia le giovani generazioni soffrono di un enorme squilibrio di potere, di condizione economica e sociale, altri elementi strutturali sono molto diversi. Tra questi, prima di altri, c’è il fatto che nel nostro Paese la piramide demografica sia rovesciata: le persone giovani, in Italia, sono diventate una minoranza. L’ultima rilevazione ISTAT ha registrato un nuovo minimo storico di nascite, che nel 2025 sono scese di un ulteriore 3,9% rispetto al 2024.  

Nonostante questo, esse la generazione Z ha dimostrato che la capacità di agire, di mobilitarsi e, soprattutto, di organizzarsi, può fare la differenza. Dopo un inverno di imponenti manifestazioni di solidarietà per la Palestina che hanno costretto il Governo a rivedere il proprio posizionamento pubblico sul tema, i giovani e le giovani hanno contribuito fortemente a determinare l’esito del referendum costituzionale (con oltre il 67% di affluenza alle urne).  

Potere e libertà per le nuove generazioni  | ActionaAid
Photocredit Paolo Chiovino

Da anni la strategia di ActionAid mette al centro proprio le giovani generazioni e la loro capacità di agire, di acquisire protagonismo e costruire potere collettivo. Lo abbiamo fatto formando centinaia di persone su diverse tematiche e competenze trasversali, accompagnandole e supportandole nei loro progetti e campagne, dal livello locale a quello nazionale.  

Per questo, con grande entusiasmo, abbiamo accettato la sfida del percorso collettivo lanciato dal Forum  Disuguaglianze e Diversità di costruire una piattaforma di richieste politiche che potessero conferire “potere e libertà” alle nuove generazioni. Il percorso, partito nella seconda metà del 2025, è stato un ricco e intenso lavoro di ricerca, scambio e discussione che ha visto protagoniste molte delle organizzazioni di giovani con le quali collaboriamo quotidianamente. Finalmente le 9 proposte elaborate dai gruppi di lavoro sono state lanciate pubblicamente il 5 maggio 2026. Questo lancio dà il via alla seconda fase del percorso, che consisterà nel raccontarle e testarle con il più ampio numero possibile di giovani. 

Nello scenario contemporaneo avere proposte solide e strutturate alle spalle è diventato un elemento indispensabile per riuscire a influenzare i decision-makers. Essendo saltate molte delle catene di trasmissione della rappresentanza politica, la semplice protesta non è più sufficiente. Così la piattaforma di proposte “Ci siamo! Potere e libertà alle nuove generazioni” si propone anche di essere uno strumento in mano ad organizzazioni, attiviste e attivisti, che condividono alcuni punti saldi, per poter fare aggregazione. Questo è un passaggio importante nel percorso di costruzione di uno spazio politico generazionale capace di incidere nel dibattito pubblico italiano nei mesi a venire. 

Se le proposte sono un punto di partenza fondamentale, queste possono diventare efficaci e raggiungere l’obiettivo solo attraverso l’azione strategica e coordinata di tante organizzazioni, attiviste e attivisti che sappiano intercettare e organizzare la domanda di partecipazione politica così diffusa nel nostro Paese. 

Potere e libertà per le nuove generazioni  | ActionaAid

Per questo motivo, parallelamente al percorso “Ci siamo! Potere e libertà alle nuove generazioni”, la Global Platform di ActionAid, insieme ad altre organizzazioni a trazione giovanile come Ci Sarà un Bel Clima, Dalla Parte Giusta della Storia, Fantapolitica, Genova che Osa, Italia Impossibile, Legambiente, Rena, Scomodo, Visionary, ha lanciato un percorso di capacity building e attivazione collettiva chiamato “Progetto 99%”. Il progetto coinvolge, oltre alle organizzazioni partner, trenta attivisti e attiviste appartenenti ad altrettante organizzazioni provenienti da tutta Italia. L’obiettivo del percorso, attraverso lo sviluppo e la diffusione di competenze trasversali per l’attivismo e l’azione strategica, è aumentare la capacità di impatto delle nuove generazioni. In altre parole, di lavorare sulle condizioni generali che permetteranno a proposte radicali come quelle della piattaforma “Ci siamo” di circolare, essere discusse e affermarsi politicamente. 

Un attivista durante un forum
Photocredit Daniele Napolitano

Le competenze sviluppate nel programma formativo del progetto 99% non sono solo quelle che riguardano l’azione politica – come campaigning, organizing, narrazione, costruzione di coalizioni – ma anche quelle che riguardano la costruzione di relazioni, la cura, la gestione di gruppi, il posizionamento critico, l’esercizio di una leadership abilitante e con un approccio femminista. Senza organizzazione, anche le proposte più forti rimangono sulla carta. Senza uno stile organizzativo realmente trasformativo, si rischia di riprodurre dinamiche di potere e di oppressione che le richieste politiche dovrebbero contrastare.  

La nostra idea è quella di agire dentro un ecosistema politico mettendo in circolo risorse e competenze, favorendo connessioni e rafforzando reti.  

In questo senso, il lavoro sulla piattaforma “Ci siamo! Potere e libertà alle nuove generazioni” e il progetto 99% si rafforzano a vicenda: da una parte si mettono a fuoco priorità e proposte condivise, dall’altra si lavora per aumentare le capacità del sistema di sostenerle e farle vivere nello spazio pubblico. 

Guardando ai prossimi mesi, l’intreccio tra questi due percorsi apre una possibilità concreta: quella di costruire una piattaforma politica generazionale non solo come spazio di proposta, ma come esito di un processo radicato, capace di mobilitare energie diffuse e di essere realmente protagonisti dei processi decisionali, anche in vista degli appuntamenti elettorali del 2027.  

La sfida sarà proprio questa: trasformare la convergenza tra contenuti e capacità in un progetto politico collettivo, capace di superare la frammentazione e di restituire alle nuove generazioni non solo voce, ma potere. 

Antonio Liguori
Campaigner
Federico Rucco
Community Engagement & Campaigns Officer