Gaza
Ultimi aggiornamenti
Nonostante la tregua proclamata nell’autunno 2025, un reale cessate il fuoco a Gaza non c’è mai stato e la crisi è ancora acuta nel 2026.
Gran parte della Striscia è in fase di carestia. Le donne incinte e in allattamento vivono condizioni di malnutrizione estrema e mancano strutture sanitarie operative. Centinaia di persone sono state uccise anche dopo la proclamazione della tregua e quelle sfollate sono più di 2 milioni.
Vivono in situazioni precarie: tende, rifugi sovraffollati, in uno scenario in cui la ricostruzione resta impossibile.
Gli aiuti umanitari restano sotto il controllo di Israele, che può aprire o chiudere i valichi, determinando di fatto quando e se cibo, cure e beni essenziali possono entrare. L’accesso alla sopravvivenza stessa può essere negato da un momento all’altro, lasciando la popolazione in una condizione di costante precarietà.
Questa situazione è aggravata dal rapido allargarsi del conflitto in tutta la regione, che stanno avendo conseguenze dirette sulle vite delle persone: famiglie costrette a fuggire, comunità senza accesso a cibo, acqua e cure, in contesti già segnati da profonde fragilità. Gaza è oggi uno dei luoghi in cui questa crisi si manifesta in modo più estremo. Scopri cosa sta accadendo in Medio Oriente.
Ogni giorno, gli operatori umanitari lottano per garantire accesso, acqua e cure in condizioni proibitive. Il nostro lavoro continua, nonostante i blocchi e i rischi, perché crediamo che la giustizia e la pace siano possibili solo partendo dalla protezione e dalla dignità delle persone.
A gennaio 2026 inoltre le autorità israeliane hanno avviato la procedura di revoca della registrazione di molte organizzazioni umanitarie internazionali operanti a Gaza e in Cisgiordania, una decisione che rischia di compromettere gravemente la possibilità di fornire aiuti essenziali alla popolazione. Questo provvedimento potrebbe impedirci di continuare a operare sul territorio, mettendo a rischio l’accesso a cibo, acqua, assistenza sanitaria e ripari in un contesto segnato da una crisi umanitaria senza precedenti. Solo nell’ultimo anno, insieme ai nostri partner locali, abbiamo raggiunto centinaia di migliaia di persone con interventi di emergenza e sostegno alle comunità più colpite. L’esclusione delle organizzazioni umanitarie dai Territori Palestinesi Occupati rappresenta un ulteriore ostacolo all’azione umanitaria, con conseguenze gravissime per la popolazione.
Attacco alla sede UNWRA a Gerusalemme Est
Tra le notizie più preoccupanti quella del 20 gennaio 2026, riguardante l’attacco alla sede dell’UNWRA, l’Agenzia ONU dedicata all’assistenza dei rifugiati palestinesi.
Jamil Sawalmeh, Direttore di ActionAid Palestina, ha dichiarato: “Siamo inorriditi dall’incessante distruzione del governo israeliano, portata avanti nella totale impunità. Attaccare l’UNRWA equivale a demolire gli sforzi mondiali per sostenere la vita palestinese. La retorica genocida dei funzionari israeliani che ha accompagnato queste demolizioni non lascia spazio a dubbi.
Noi di ActionAid denunciamo con forza una scelta che mette deliberatamente in pericolo la vita di milioni di persone. UNRWA garantisce servizi essenziali come assistenza sanitaria, istruzione, distribuzione di aiuti e gestione dei rifugi: indebolirla significa aggravare una catastrofe già in atto. Chiediamo alla comunità internazionale di proteggere il mandato dell’agenzia, garantire pieno accesso umanitario e difendere il diritto alla vita dei palestinesi, a Gaza e in tutta la regione.
Mobilitazioni e advocacy
La solidarietà è parte della nostra azione. Sosteniamo e promuoviamo la mobilitazione civile in Italia e in Europa, convinti che la voce collettiva possa cambiare le politiche.
Negli ultimi mesi abbiamo:
- firmato appelli al governo italiano per lo sblocco dei fondi umanitari destinati a Gaza e Cisgiordania;
- aderito alla richiesta di vietare commercio e affari con gli insediamenti illegali israeliani;
- sottoscritto lettere europee per la sospensione dell’accordo di associazione UE-Israele;
- partecipato a manifestazioni e campagne pubbliche per chiedere giustizia e protezione per la popolazione civile.
A livello internazionale, partecipiamo alla campagna “No Trade Deals with Occupation” e abbiamo sostenuto l’azione della Global Sumud Flotilla, simbolo di coraggiosa solidarietà e libertà di movimento.
Siamo convinti che la mobilitazione delle persone sia la forma più concreta di impegno politico per la pace e la giustizia in Palestina.
La petizione Justice for Palestine
Tra le mobilitazioni partite dalla partecipazione diretta di cittadine e cittadini c’è anche l’iniziativa europea “Justice for Palestine” a cui abbiamo deciso di aderire con convinzione.
L’Iniziativa dei Cittadini Europei (ECI) è uno strumento di democrazia partecipativa dell’Unione Europea che consente a cittadine e cittadini di chiedere formalmente alla Commissione di proporre nuove azioni legislative o politiche, attraverso la raccolta di almeno un milione di firme in sette Stati membri.
“Justice for Palestine” chiede alla Commissione Europea di sospendere l’Accordo di Associazione tra Unione Europea e Israele, alla luce delle gravi e sistematiche violazioni del diritto internazionale umanitario e dei diritti umani nei Territori Palestinesi Occupati.
Israele a Gaza sta commettendo genocidio come confermato dalle Nazioni Unite: sostenere questa petizione significa chiedere all’Unione Europea di agire con responsabilità e coerenza e di non restare complice di fronte a questa tragedia. Non possiamo restare silenti e legittimare un accordo commerciale che contribuisce a finanziare uno Stato responsabile di gravi violazioni dei diritti umani.
La petizione può essere firmata sul sito della Commissione Europea
Come sostenere la popolazione di Gaza
Nonostante la distruzione, la forza e la resilienza del popolo palestinese restano intatte. Noi di ActionAid lavoriamo per supportare questa resilienza, sostenendo le donne chenricostruiscono le comunità, i giovani che immaginano futuro e le organizzazioni che difendono i diritti di chi non ha voce.
Sostenere ActionAid significa schierarsi dalla parte della dignità, della libertà e della giustizia.
Sostieni la popolazione di Gaza. Dona ora.
Insieme possiamo trasformare la solidarietà in azione concreta e dare forza alla speranza di un futuro giusto per la Palestina.
Sostieni il nostro intervento
Cosa stiamo facendo
Come ActionAid, insieme ai nostri partner palestinesi – molte organizzazioni guidate da donne e giovani, tra cui la Global Platform Palestine – stiamo rispondendo all’emergenza con un approccio radicato nella dignità, nei diritti e nella resilienza.
Le nostre attività comprendono:
- Distribuzione di beni essenziali (cibo, acqua, kit igienici, materiali sanitari) a oltre 230.000 persone.
- Supporto sanitario per donne e bambini, con assistenza alla gravidanza, parti sicuri e cure ginecologiche all’interno dell’ospedale Al-Awda.
- Fornitura di acqua potabile: grazie al partner locale Al-Aqsa Club, distribuiamo 6 m³ di acqua al giorno per garantire sopravvivenza e igiene.
- Prevenzione e risposta alla violenza di genere, con spazi sicuri, assistenza legale, psicologica e programmi educativi per comunità e leader.
- Supporto psicosociale per oltre 4.000 donne e bambini, per affrontare traumi e lutti.
- Assistenza economica diretta: trasferimenti in denaro e iniziative di microimprenditorialità femminile per favorire indipendenza e sicurezza.
- Rafforzamento delle organizzazioni locali: formazione su protezione, accountability e gestione dell’emergenza, con il coinvolgimento di 20 realtà comunitarie.
In totale, abbiamo raggiunto oltre 790.000 persone tra Gaza e Cisgiordania. Operiamo anche in condizioni difficili, affrontando nuove restrizioni israeliane che limitano la libertà d’azione delle ONG e mettono a rischio l’accesso agli aiuti umanitari.









