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NIGERIA | ActionAid

NIGERIA

AFRICA ORIENTALE

Un Paese in preda alle disuguaglianze economiche e all’instabilità.

La Nigeria è il Paese africano più popoloso. Nonostante sia il maggior produttore di petrolio del continente africano, il Paese si trova in una situazione di profonda disuguaglianza socio-economica: Il 50,5% della popolazione vive in aree rurali; il 60% vive sotto la soglia di povertà; più di 26 milioni le persone soffrono la fame

Il tasso di analfabetismo è alto, soprattutto tra le bambine, per le quali l’istruzione è ritenuta inutile: il 40% di loro non frequenta la scuola, mentre il 18% della popolazione femminile subisce violenza fisica o sessuale nel corso della propria vita. Le libertà civili sono minate dalla discriminazione nei confronti delle donne e delle persone LGBT (lesbiche, gay, bisessuali e transgender).

La corruzione politica è endemica e i conflitti interni su base etnica o religiosa hanno caratterizzato buona parte della storia moderna di questo Stato, minacciando i diritti umani di milioni di nigeriani. Dal 2001 migliaia di persone nel nord del Paese sono state vittime di attentati terroristici, perpetrati dal gruppo jihadista, Boko Haram. 

Secondo il rapporto di ActionAid “Mondi connessi”, l’emigrazione nigeriana è cambiata in modo significativo nel corso degli anni, seguendo il generale cambiamento del fenomeno migratorio verso l’Europa. Al primo gennaio 2018 i nigeriani regolarmente presenti sul territorio italiano sono 106.609, di cui 43.419 donne (ca. 40,7%). Secondo il rapporto dell’ OIM (Organizzazione Internazionale per le Migrazioni) nel 2016 si è assistito a uno schiacciante aumento di donne di nazionalità nigeriana sbarcate sulle nostre coste: 11.009 rispetto alle circa 5.000 del 2015 e alle 1.500 del 2014 (con un aumento in questo caso del 600%), di cui circa l’80% sono potenziali vittime di tratta a scopo di sfruttamento sessuale


IL NOSTRO LAVORO IN NIGERIA

  • Progetti realizzati: 35 di cui 10 finanziati direttamente da ActionAid Italia
  • Bambini nigeriani sostenuti a distanza da donatori italiani: 5.137
  • Persone raggiunte grazie alle attività sul campo: 3.500 di cui 2.240 donne e 1.260 uomini

In Nigeria lavoriamo dal 1999 in 12 Stati. 

Il nostro impegno sul campo mira a migliorare le condizioni socio-economiche delle donne e per ridurre la loro vulnerabilità. Queste attività vedono il coinvolgimento anche degli uomini perché crediamo nella partecipazione di tutti per cambiare gli squilibri di potere.

Ogni anno organizziamo percorsi di formazione su tecniche di advocacy relative a temi legati alla protezione dei diritti delle donne, all’empowerment economico femminile e alla necessità di migliorare i mezzi di sussistenza delle famiglie della comunità.

Inoltre, dato il livello di istruzione nel Paese, il nostro impegno mira anche a contrastare  i fenomeni estremisti violenti, alimentati prevalentemente da povertà e analfabetismo.

Il nostro apporto sul campo vuole, inoltre, collaborare per rafforzare la governance nazionale. Tra le molteplici attività che realizziamo, abbiamo preso parte al Comitato direttivo del Nigeria’s Situation Room (SR), una piattaforma composta da Associazioni della Società Civile, nata per discutere congiuntamente della proposta di una riforma elettorale e dell’importanza di avere una buona governance; abbiamo lavorato per accertarci che, in tutto il Paese, ci fosse una giusta copertura mediatica delle elezioni politiche 2019; infine, abbiamo preso parte ad un programma radio intitolato ‘Beyond The Ballot” per incoraggiare, informare e invogliare i cittadini ad andare a votare e a scoraggiare lo scambio di voti in cambio di un corrispettivo economico. 

Collaboriamo anche per realizzare YIAGA Africa, un progetto che mira a promuovere una governance più inclusiva tra i giovani. Non è un caso che e elezioni del 2019 registrano un record nel numero di giovani in lizza per le posizioni di governance e partecipano al processo di governance.

Dal 2017 al 2019, il Governo italiano ci ha finanziato  due progetti per lavorare negli Stati di Edo e Borno e per fornire alle comunità locali alternative di reddito, adeguate informazioni sui rischi e le opportunità della migrazione, introdurre strumenti di prevenzione e gestione del conflitto nelle aree in cui si verificano scontri armati e lavorare ad una rafforzamento della governance locale.

(Fonti)

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