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RWANDA | ActionAid

RWANDA

AFRICA ORIENTALE

Un Paese che sta cercando di superare il suo passato tragico.

Dopo l’indipendenza, ottenuta nel 1962, il Rwanda si è distinto per una storia politica travagliata, che ha visto lo scoppio di una sanguinosa guerra civile sfociata in episodi di genocidio.


Crisi umanitaria

GENOCIDIO

Il genocidio dei Tutsi, avviato il 6 aprile 1994 e protrattosi per circa 100 giorni, rappresenta uno degli avvenimenti più sanguinosi della storia dell’Africa. Si stima che questo drammatico avvenimento produsse circa 1 milione di morti, mentre 2 milioni di persone furono sfollate e trovarono riparo oltre i confini nazionali, soprattutto nella Repubblica Democratica del Congo, nel Burundi, in Tanzania e in altri Paesi limitrofi.

Il Fronte patriottico ruandese, guidato dal presidente Paul Kagame, governa il Paese dal 1994, quando estromise le forze responsabili del genocidio e pose fine alla guerra civile. Anche se il regime ha mantenuto la stabilità e la crescita economica, il rispetto dei diritti umani è fortemente minacciato da un sistema politico formalmente multipartitico, ma in cui di fatto non esiste una vera e propria opposizione parlamentare.

Quasi l’83% della popolazione vive ancora in aree rurali, circa 7 milioni di persone vivono al di sotto della soglia di povertà e più di 4 milioni e mezzo di persone soffrono di malnutrizione.

In Rwanda la qualità dell’istruzione è ancora molto bassa e il numero degli insegnanti è carente, con un insegnante di scuola primaria ogni 58 bambini. Le donne vivono in condizioni difficili, svantaggiate rispetto agli uomini nell’accesso all’istruzione, alle cure mediche e alle principali risorse economiche. Il 56% della popolazione femminile subisce violenza fisica o sessuale nel corso della propria vita.


IL NOSTRO LAVORO IN RWANDA

  • Progetti realizzati sul campo: 8 di cui 3 finanziati direttamente da ActionAid Italia
  • Persone raggiunte direttamente: 15.816 di cui circa 14.040 donne e 1.776 uomini
  • Bambini sostenuti a distanza: 3.257 da donatori italiani

Abbiamo cominciato a lavorare in Rwanda nel 1997. Tuttavia, le prime attività sul campo sono iniziate subito dopo il genocidio, quando siamo intervenuti per fornire soccorso ai sopravvissuti garantendo loro accesso all’acqua pulita, all’educazione (sviluppo delle infrastrutture e materiali scolastici), riparo e sostentamento, pace e riconciliazione con l’obiettivo di sostenere le vedove e gli orfani nel Distretto di Nyanza, una delle aree colpite più fortemente.

Continuiamo a sostenere i sopravvissuti del genocidio. Attualmente ci sono circa 1.000 sopravvissuti nelle 345 cooperative che supportiamo. Attraverso le cooperative, i sopravvissuti al genocidio ricevono sostegno psicosociale e proviamo a coinvolgerli in attività di riconciliazione con le famiglie dei colpevoli del genocidio. 

Nel Paese, organizziamo anche rappresentazioni teatrali e dibattiti per sensibilizzare contro la violenza di genere e le gravidanze indesiderate. Incentiviamo le comunità ad organizzare annualmente il Women’s day e discutere di vite di donne di successo. 

Nel 2018 abbiamo supportato, in 31 scuole, la realizzazione di aree pensate per le ragazze, dotate di un bagno, un’area studio e un letto dove poter riposare in caso di dolori dovuti alle mestruazioni. In questo modo abbiamo cercato di tutelare il loro diritto all’istruzione, limitando l’assenteismo scolastico. Sono state 6.225 le ragazze coinvolte nel progetto. Alle 62 direttrici delle 31 scuole sono stati forniti spazi sicuri per educare le ragazze.

Inoltre, lavoriamo a fianco delle persone che vivono in una condizione di povertà affinché possano praticare un’agricoltura sostenibile o riescano a trovare delle alternative economiche resilienti. Abbiamo collaborato con circa 8.000 piccoli agricoltori per praticare l’agroecologia, sviluppando in particolare pratiche di agro-forestazione, l’uso di letame organico, la raccolta dell’acqua piovana, la pacciamatura e le banche di semi comunitari. Organizziamo campagne di sensibilizzazione per ottenere l’aumento dei finanziamenti pubblici all’agricoltura.

Per saperne di più leggi l’annual report (in inglese).

(Fonti)

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