Vai al contenuto

Catastrofica alluvione. Siamo sul campo  

Le inondazioni e le frane che hanno colpito il Nepal rappresentano una grave emergenza umanitaria e si inseriscono in un contesto reso sempre più fragile dalla crisi climatica, i cui effetti aggravano disuguaglianze già profonde.

Gli eventi estremi non colpiscono infatti tutte e tutti allo stesso modo.
A pagare il prezzo più alto sono spesso le comunità che dispongono di meno risorse per proteggersi, reagire e ricostruire, pur avendo contribuito meno alle cause del cambiamento climatico.

Per noi rispondere a un’emergenza significa garantire un sostegno tempestivo, ma anche riconoscere che le comunità colpite non sono semplici destinatarie di aiuti, perché sono le prime a conoscere i territori, a individuare i bisogni e a costruire soluzioni capaci di durare. Per questo lavoriamo insieme alle organizzazioni locali e sosteniamo la partecipazione e la leadership delle donne e delle persone più vulnerabili, affinché nessuno resti ai margini delle decisioni.

Il nostro intervento in Nepal è parte di un impegno più ampio per la giustizia climatica per proteggere oggi chi è in pericolo e, allo stesso tempo, rafforzare prevenzione, capacità di risposta e resilienza. 


6 ottobre

A Kathmandu, in piazza Durbar, una veglia con le lampade diyo ha riunito comunità colpite e organizzazioni della società civile. È stato un momento per ricordare chi ha perso la vita e ascoltare le persone che vivono in prima linea gli effetti della crisi climatica. Durante l’iniziativa noi di ActionAid abbiamo rilanciato tre richieste: coinvolgere le comunità nelle decisioni che riguardano il loro futuro, garantire finanziamenti a fondo perduto per affrontare perdite e danni e chiedere conto del proprio impatto ai Paesi che hanno contribuito maggiormente alle emissioni.

“Non vogliamo prestiti, ma finanziamenti per la giustizia climatica”, ha dichiarato Sujeeta Mathema, direttrice esecutiva di ActionAid Nepal, ricordando la particolare vulnerabilità di donne e ragazze.

Ha parlato anche Pratima, residente in una comunità colpita dalle alluvioni nel distretto di Dhading. Ha raccontato il dolore per quanto accaduto e l’ingiustizia di pagarne il prezzo pur avendo contribuito così poco alla crisi climatica.

Insieme possiamo portare aiuti alle persone colpite!


30 settembre

Il Nepal continua a far fronte a una grave emergenza umanitaria. Le piogge monsoniche tardive hanno provocato nuove inondazioni e frane, aggravando i bisogni delle comunità già colpite e rendendo più difficili gli spostamenti e l’accesso ai servizi essenziali. Complessivamente ad oggi la stima è che circa 1,6 milioni di persone siano state colpite dall’emergenza e che 22.000 bambini abbiano subito conseguenze, anche a causa dei danni a numerose scuole. Insieme a colleghe e colleghi di ActionAid Nepal e alle organizzazioni partner abbiamo già fornito assistenza a 600 famiglie, per un totale di 2.622 persone, nelle aree di Rasuwa, Nuwakot e Dhading, distribuendo cibo, beni essenziali, kit igienici e sanitari, materiali per ripari temporanei e strumenti per cucinare. La risposta proseguirà con il sostegno alle famiglie sfollate, la distribuzione di aiuti, il supporto alla riapertura sicura delle scuole, interventi di protezione e sostegno psicosociale e attività per il ripristino dei mezzi di sussistenza.

Insieme possiamo portare aiuti alle persone colpite!


3 settembre

Portiamo aiuto nonostante le difficoltà

Portare aiuti è estremamente complesso: le strade sono interrotte, molti ponti sono caduti e raggiungere le comunità isolate richiede viaggi lunghi e difficoltosi.

Gli ultimi dati parlano purtroppo di più di 1.000 vittime accertate e di 1,6 milioni di persone colpite o sfollate, mentre i dispersi restano più di 4.500.

Nonostante questo il nostro team locale sta facendo tutto il possibile per portare beni di prima necessità.  

Oltre a cibo, acqua potabile, coperte e sacchi a pelo, stiamo distribuendo anche kit igienico-sanitari con dentifrici, spazzolini, sapone, assorbenti e igienizzanti. 

Insieme possiamo portare aiuti alle persone colpite!


28 agosto

La situazione umanitaria in Nepal da due giorni è drammatica

Su 30 milioni di abitanti, oltre 320mila persone sono coinvolte da questa catastrofe.

Purtroppo, il numero delle vittime è salito a 470 e i dispersi sono ancora oltre 1.400.
Arianna Banfi, nostra operatrice, si trova a Kathmandu, la capitale, e racconta: “C’è una forte preoccupazione per la diffusione di malattie legate all’acqua stagnante e alla proliferazione delle zanzare, come colera, dengue e malaria.”

“Per questo stiamo distribuendo zanzariere, medicinali e fornendo assistenza sanitaria specifica alle comunità più vulnerabili.
Inoltre, ActionAid è focalizzata sulla protezione e l’aiuto alle persone più vulnerabili nelle crisi umanitarie: cioè le bambine e le ragazze, che sono esposte a violenze, abusi e che necessitano di supporto specifico con kit per il ciclo mestruale, per trovare ripari sicuri e sostegno psicologico.”

Noi di ActionAid operiamo in Nepal da oltre 40 anni e siamo presenti in gran parte del Paese. Grazie a un forte team locale e a una rete consolidata di organizzazioni partner, disponiamo di una presenza capillare sul territorio e di una significativa capacità di intervento.
In momenti come questo, ogni gesto di solidarietà può fare la differenza.

Insieme possiamo portare aiuti alle persone colpite!


27 agosto 

Una catastrofica alluvione del fiume Bothe Koshi e di tutta la zona sul versante tibetano ha colpito duramente il Nepal. L’alluvione si è propagata lungo tutto il sistema fluviale comprendendo l’alveo del fiume Trishuli e abbattendosi sulle comunità dei distretti di Rasuwa, Nuwakot e Dhading, estendosi poi fino a valle.  

Dalle prime valutazioni sembra che una frana di ghiaccio e roccia abbia bloccato il fiume Lhede, facendo poi cedere una diga naturale e riversata una grande ondata di acqua, detriti, sedimenti rocciosi in tutta la zona a forte velocità.  

Intervista a Anish Raj Shrestha, ActionAid Nepal’s Communications Manager.

Al momento si contano 270 vittime accertate, 826 persone disperse, di cui 590 turisti e 85 membri delle forze dell’ordine.  

La situazione è in corso di evoluzione, e i dati inerenti vittime e persone colpite sono purtroppo da considerarsi provvisori.  

Una prima stima conta 317mila persone colpite e almeno 40mila sfollate.  

Case, insediamenti, strade, ponti, infrastrutture, strutture governative: i danni sono ingenti in parti della rotta commerciale Kathmandu-Kerung.  

Si parla di almeno 35 ponti carrabili e 45 sospesi danneggiati o spazzati via. Questo rende complesso anche l’accesso agli aiuti umanitari.  

Lo staff di ActionAid Nepal ha da subito dichiarato allerta e in coordinamento con le autorità nazionali nepalesi, partner locali e altre organizzazioni umanitarie si è attivato per una rapida valutazione dei bisogni e rispondere il prima possibile alle necessità più urgenti.  
Sono necessari servizi di ricerca e soccorso, alloggi di prima emergenza, cibo, acqua potabile, assistenza medica, non ultimo il ripristino delle comunicazioni e dell’accesso e servizi di protezione per le persone più vulnerabili.  

Insieme possiamo portare aiuti alle persone colpite!

Photocredit: Navesh Chitrakar/Reuters