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Aiuto Pubblico allo Sviluppo: la performance italiana | ActionAid

Aiuto Pubblico allo Sviluppo: la performance italiana

Commento alle anticipazioni dell’OCSE.

Dati preoccupanti.

Sono appena uscite le anticipazioni dell’Organizzazione per la Cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE) sulla performance dei Paesi DAC (Comitato di Aiuto allo Sviluppo) sull’aiuto pubblico allo sviluppo del 2018. A fronte di una stagnazione complessiva dell’Aiuto Pubblico allo Sviluppo (APS) globale, l’Italia registra un calo significativo del 15% rispetto al 2017. In linea con il trend generale, la riduzione è dovuta in larga misura al calo della spesa di accoglienza per richiedenti asilo a seguito della drastica diminuzione del numero degli sbarchi sulle coste italiane (-80% tra il 2017 e il 2018).

Tuttavia, anche al netto della spesa in accoglienza, l’APS del nostro Paese registra un -13% rispetto al 2017. Si tratta di dati ancora più preoccupanti se letti in proporzione al reddito nazionale lordo (RNL), l’indicatore che misura la performance sull’aiuto allo sviluppo del Paese e che, a fronte degli impegni assunti nell’ambito degli obiettivi di sviluppo sostenibile (SDGs) dovrebbe raggiungere lo 0.7% entro il 2030.

Dopo il picco dello 0.30% raggiunto nel 2017 (quando la spesa in accoglienza rappresentava lo 0.31% del totale APS), per il 2018 si stima un magro 0.24% (0.18% al netto della spesa in accoglienza). Nel documento di economia e finanza (DEF) appena pubblicato, il Governo prende atto di questo calo e sottolinea l’esigenza di una graduale ripresa senza, tuttavia, indicare alcun obiettivo.

Una situazione ancora più paradossale se consideriamo che appena se mesi prima, nella nota di aggiornamento del Documento di Economia e Finanza (DEF) di ottobre 2018, si fissavano obiettivi di crescita del rapporto APS/RNL dello 0,33% nel 2019, dello 0,36% nel 2020 e, infine, dello 0,40% nel 2020.

 



(18 aprile 2019)

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