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Viaggio nelle favelas brasiliane

Vicino alle città grandi, belle e vivaci, proprio a due passi, ci sono alcuni luoghi dove le persone vivono in condizioni disumane.

Si calcola che nelle favelas brasiliane vivano più di undici milioni di persone (secondo i dati del Brazilian Institute of Geography and Statistics). Si trovano a ridosso delle principali città del Paese carioca: Rio de Janeiro, Belo Horizonte, San Paolo, Recife, Olinda e altre. Sono, in un certo senso, il rovescio della medaglia.

Le 3 più grandi favelas brasiliane…

  • Cidade de Deus. È la baraccopoli più povera di Rio de Janeiro. Fu costruita negli anni Sessanta perché ospitasse non più di 20.000 persone. Oggi ce ne vivono 60.000. Più del 23% di queste vive al di sotto della soglia di povertà. Il potere è detenuto dalle bande criminali che spacciano droga e che spesso coinvolgono nelle loro attività anche bambini di soli 10 anni.
  • Rocinha. Intorno a Rio de Janeiro ci sono circa settecento favelas. Con i suoi 70mila abitanti, Rocinha è la più grande. Le condizioni di vita, qui, sono leggermente migliori rispetto a Cidade de Deus. Ma Rocinha è comunque il terreno di scontro di bande criminali che si contendono il controllo della favela e le infrastrutture e i servizi di base sono estremamente carenti.
  • Heliópolis. Ci si sposta nell’area della città di São Paulo. Ha una popolazione di circa 100mila abitanti. Un tempo Heliópolis (il cui nome significa letteralmente “Città del Sole”) era considerata la più grande favela di tutto il Brasile, ma negli ultimi anni ha subito un lento processo di urbanizzazione. Nonostante ciò, per la parte più povera della popolazione la vita resta segnata dalla miseria e dall’emarginazione.

… dove la vita è difficile…

Le favelas sono delle autentiche città. Alcune zone sono composte solo da baracche, in altre ci sono case di mattoni, anche se la povertà domina comunque su tutto. Non essendo riconosciute dallo Stato, i servizi come energia elettrica, acqua e fognature non sono garantiti.

Proprio come il posto in cui vivono, gli abitanti delle favelas, letteralmente, non esistono: molti di loro non hanno un documento d’identità e neanche un indirizzo. Fare un censimento dell’effettiva popolazione di una favela è quindi molto complicato.

Nelle favelas esistono in ogni caso delle “leggi”: da un lato ci sono i narcotrafficanti che si contendono il controllo della zona e cercano di imporre le proprie regole alla popolazione; dall’altro c’è la polizia che per far rispettare l’ordine non risparmia pestaggi e arresti sommari. Neanche i bambini purtroppo sono esentati da tutto questo.

… e dove la vita può anche cambiare

Nella situazione complicata e per certi versi estrema delle favelas brasiliane possono comunque nascere delle storie di speranza. Storie di persone che hanno deciso di non arrendersi. Come Thais che desiderava solo studiare. Ma un sogno del genere rischia di restare tale se si nasce in una delle favelas di Rio de Janeiro. Nonostante tutto, Thais si è impegnata con tutta sé stessa. Adesso, a 21 anni, si è iscritta all’università. Un grandissimo successo per lei e una buona notizia per tutti noi.