Scorri la pagina

Giornata Mondiale contro la violenza sulle donne

Unisciti a noi per dire basta!

La violenza sulle donne è tra le violazioni dei diritti umani più diffuse al mondo. Comprende, ad esempio, reati come la violenza sessuale, lo stupro, senza dimenticare quella psicologica.

In Italia e nel mondo subisce violenza, mediamente, una donna su 3 dai 15 anni in su.

Può accadere ovunque: dentro le mura domestiche, sul posto di lavoro, per strada.

Esemplificativo è il dato del 53% di donne in tutta l’Unione Europea che afferma di evitare determinati luoghi o situazioni per paura di essere aggredita.

Ma sono spesso i partner o ex partner a commettere gli atti più gravi: in Italia sono infatti responsabili del 62,7% degli stupri.

Oggi, 25 novembre, è la Giornata Mondiale contro la violenza sulle donne. Una data importante, per ricordare a tutti che il rispetto è alla base di ogni rapporto e che non possiamo continuare a veder crescere il numero delle donne che subiscono violenza.

La nostra battaglia non finisce oggi, però. Ogni giorno lavoriamo per prevenire e contrastare la violenza in ogni sua forma. Vogliamo educare al rispetto della persona e dei diritti delle donne, contrastare gli stereotipi di genere che sono alla base di una visione errata di donne e uomini nella società.

Per questo chiediamo alle istituzioni risposte efficaci e fondi per sostenere il lavoro dei centri antiviolenza.

Uno dei nostri progetti, WEGO!, si focalizza proprio sul supporto ai centri antiviolenza per individuare quali siano i servizi necessari per vittime e potenziali tali. Con un’attenzione particolare a tutti quegli strumenti che possono favorire l’indipendenza economica, spesso fattore chiave per uscire da situazioni di pericolo.

Domani, 26 novembre, anche ActionAid scenderà in piazza e parteciperà alla manifestazione nazionale “Non una di meno” che si terrà a Roma. Vogliamo ribadire il nostro no alla violenza sulle donne, esprimere solidarietà ai centri antiviolenza e chiedere finanziamenti adeguati e trasparenti di contrasto a questi gravi atti.

Dati Istat, World Health Organization, European Union Agency for Fundamental Rights