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La leadership femminile nelle emergenze | ActionAid

La leadership femminile nelle emergenze

Perché è importante promuoverla: il nostro approccio.

Promuoviamo da anni la leadership femminile in contesti di emergenza. Perché lo facciamo?

La spiegazione di Sonya Ruparel, Humanitarian Deputy Director di ActionAid International.

Prima di tutto, perché è la cosa giusta da fare. Le donne devono contribuire alle decisioni che riguarderanno le loro vite e questo è un imperative categorico, un loro diritto, una questione urgente. Le donne costituiscono il 50% della popolazione, ma spesso restano escluse dai gruppi e dai processi che determinano il loro stesso futuro. Le commissioni internazionali per l’uguaglianza di genere e l’empowerment femminile sono state costituite dai governi in tutto il mondo, ma ancora non riescono a raggiungere i loro obiettivi. Con l’aumento della leadership femminili in contesti di emergenza umanitaria, vogliamo rendere una priorità il diritto delle donne di partecipare nel momento in cui i loro diritti sono maggiormente messi a rischio e loro stesse si ritrovano in condizioni di vulnerabilità.

In un mondo prevalentemente dominato dagli uomini come la gestione delle emergenze, i bisogni e i diritti delle donne possono essere, e frequentemente lo sono, ignorati o rischiare di passare in secondo piano. Le donne con le quali lavoriamo in oltre 45 paesi nel mondo ci confermano ogni giorno di più che le donne hanno bisogno di partecipare ai processi decisionali così da assicurare che i loro bisogni trovino risposta e che la gestione delle emergenze umanitarie non rischi di essere organizzata solo in ottica maschile.

La seconda ragione per rendere le donne partecipi nella gestione delle emergenze è l’aver osservato in diverse situazioni quanto questo incida sul miglioramento non solo della qualità della loro vita, ma di tutta la comunità.

Ad esempio, in occasione dell’Uragano Matthew ad Haiti nel 2016, abbiamo lavorato con gruppi di donne su come reagire in maniera rapida ed efficace in caso di disastri.

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Come Nagene, la direttrice di un asilo nonché Segretaria Generale di un network femminile di solidarietà nel nord del Paese che si attivò immediatamente quando ci fu l’uragano.

“Prima che l’uragano Matthew colpisse l’isola, ActionAid inviò informazioni a tutte noi che avevamo seguito la formazione per la leadership in emergenza. Io ero a casa, che è vicino all’asilo dove lavoro. Mi sono occupata di aiutare le 50 donne che hanno trovato rifugio nell’edificio scolastico. Quando è arrivato l’uragano ha colpito anche la parte a nord da cui provengo. Ho aiutato le persone a trovare un rifugio, garantire l’igiene della popolazione e ho coordinato il reparto locale della protezione civile. Ero coinvolta anche nelle distribuzioni dei beni di prima necessità alla popolazione. La protezione civile non stava coinvolgendo le donne, che  erano beneficiarie delle distribuzioni di cibo e beni solo in seconda battuta. Mi sono opposta a questa situazione. Ho rifiutato il materiale che volevano offrirmi e ho difeso i diritti delle donne che stavano in coda per ore. Il rischio era che il cibo fosse distribuito secondo criteri che non tutelavano le persone più bisognose. Anche per questo è fondamentale che le donne siano coinvolte nella gestione delle emergenze: in questo modo possiamo evitare violazioni dei loro diritti e/o violenze fisiche e psicologiche”.

La terza ragione è che la leadership femminile può essere trasformativa per la vita di tutte le donne. Supportarle, riconoscere le loro capacità e le loro potenzialità, i loro diritti, permette il superamento di barriere e stereotipi di genere. Supporta le donne nel credere in se stesse e sfidare collettivamente le strutture di potere che impediscono loro di partecipare a livello paritario alla vita delle proprie comunità.

Sappiamo quanto tutto questo processo contribuisca all’empowerment delle donne e questa è la ragione principale. 

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