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Sia fatta la mia volontà.

I lasciti solidali, nonostante la crisi economica, sono in crescita.

Strano a dirsi. Ma in alcuni casi la lettura dei testamenti può diventare intrigante e a volte perfino divertente. Qualunque sia la scelta stilistica del testatore, non esiste testamento che non si apra o non si chiuda con questo imperativo: “sia fatta la mia volontà”.

Qualunque essa sia: da quella impossibile a quella più curiosa, dal desiderio di togliersi qualche sassolino dalla scarpa, al gesto di solidarietà per aiutare chi ha più bisogno con i lasciti solidali, una vera e propria tradizione consolidata nel nostro Paese che, nonostante la crisi economica, è in crescita.

A rivelarlo è l’ultima fotografia sul fenomeno lasciti testamentari scattata dal Comitato Testamento Solidale, di cui fanno parte 16 prestigiose organizzazioni no profit – ActionAid, AIL, AISM, Fondazione Don Gnocchi, Lega del Filo d’Oro, Save the Children, Aiuto alla Chiesa che Soffre Onlus, Amref, Cesvi, Intersos, Fondazione Operation Smile Italia Onlus, Fondazione Telethon, Fondazione Umberto Veronesi, Telefono Azzurro, Unicef, Università Campus Bio-Medico di Roma – in occasione del Primo Convegno Nazionale “Testamento Solidale. Una tradizione che guarda al futuro” con il patrocinio del Consiglio Nazionale del Notariato. Un’occasione per raccontare il lavoro, fatto negli ultimi 4 anni dalle associazioni del Comitato e i grandi passi in avanti per vincere una cultura della diffidenza.

“Quando nel 2013 abbiamo costituito il Comitato Testamento Solidale e lanciato la prima campagna congiunta di informazione per promuovere la cultura della solidarietà testamentaria nel nostro Paese, sapevamo che si trattava di una sfida difficile. Questo tema, in Italia, era un tabù e rimandava all’idea della solitudine affettiva e di una pratica appannaggio di pochi. Nonostante la sfida fosse difficile, era e rimane molto appassionante – dichiara Rossano Bartoli portavoce del Comitato Testamento Solidale.

A qualche anno di distanza il bilancio è incoraggiante, e la ricerca condotta dal Comitato in collaborazione con Eurisko mostra che si è incrementato il numero degli Italiani che prendono in considerazione l’idea (o lo hanno già fatto) di donare a chi ne ha più bisogno con un lascito nelle ultime volontà.

La ricerca conferma, inoltre, che il testamento solidale non è più percepito come comportamento riservato ai “ricchi” ovvero a proprietari di ingenti patrimoni mobiliari o immobiliari (lo pensava il 40% degli italiani nel 2012, mentre oggi siamo scesi al 29%). Assistiamo dunque sempre più ad un “processo di democratizzazione” di questa forma di donazione che non è più percepita come adatta solo a chi non ha figli (dal 45% al 35%), ma come buona pratica per tutti (si sale dal 24% al 30%).

Il variegato universo del Terzo Settore occupa oggi circa il 10% del totale di addetti e muove entrate per 64 miliardi di euro all’anno, pari al 3,4% dell’economia nazionale. Particolarmente notevole è il peso della componente non-profit nell’assistenza sociale, con 225 mila addetti, pari a un terzo del totale. Senza la realtà del Terzo Settore, il nostro Paese non solo sarebbe economicamente più povero, ma non potrebbe neppure garantire l’attuale grado di welfare né pensare - in prospettiva - di migliorarlo ulteriormente. Basti pensare che il valore economico dei patrimoni potenzialmente oggetto di lasciti ad istituzioni di beneficenza nel periodo 2004-2020 è stato stimato in circa € 105 miliardi, con riferimento all’intero Paese.

Per ricevere maggiori informazioni puoi visitare il nostro sito dedicato ai lasciti www.testamentofacile.it oppure puoi contattare direttamente la nostra Responsabile Lasciti: Manuela Sorrentino - 02/74200233 - lasciti@actionaid.org