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Terremoto ad Haiti – Breaking News | ActionAid

Terremoto ad Haiti – Breaking News

La risposta di ActionAid.

Emergenza Haiti - Breaking News

Notizie aggiornate a martedì 24 agosto

Le ultime stime della Protezione Civile di Haiti vedono salire il bilancio delle vittime a circa 2.000 e più di 9.000 feriti, stime destinate a salire perché le operazioni di ricerca e soccorso sono sempre in atto.
Circa 61.000 case sono andate distrutte e più di 76.000 hanno subito danni rilevanti, lasciando migliaia di persone senza casa e con bisogno urgente di un rifugio.
Il sistema sanitario nelle aree colpite è vicino al collasso e i sanitari cercano di assistere i feriti mentre continuano a lottare con gli effetti della pandemia da Covid19.
Il nostro team di risposta all’emergenza è operativo nelle aree più colpite di Jeremie e Les Cayes, cercando di fronteggiare i bisogni più urgenti delle persone e monitorando la situazione.
Il nostro obiettivo è assistere almeno 2.000 persone proprietarie di case colpite dal terremoto, fornendo loro rifugio, cibo, kit igienici, supporto psicologico, voucher per le spese di prima necessità.
Distribuiremo inoltre dispositivi di protezione individuale per difendersi dal rischio di contagio da Covid19.
Intanto i nostri programmi di sicurezza alimentare a Jeremie e Les Cayes stanno continuando raggiungendo 5.400 e 5.150 famiglie rispettivamente.

 

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VENERDì 20 AGOSTO

La tempesta tropicale Grace colpisce Haiti e i sopravvissuti al terremoto non hanno un posto sicuro dove ripararsi.

“La tempesta Grace porta ulteriori pericoli per le comunità già colpite duramente dal terremoto” - ci dice Sara Almer, Direttrice degli interventi umanitari di ActionAid International. - “Inondazioni e possibili frane potrebbero ostacolare ulteriormente i soccorsi, lasciando le comunità sempre più vulnerabili, con migliaia di famiglie senza casa con urgente bisogno di aiuti come acqua, cibo e riparo”.

“Il tempo sta peggiorando, con forti venti e violente piogge. La situazione sul campo è davvero terribile” – racconta Ysnell Jean, che vive a Roseaux e fa parte di un gruppo di donne che coordina i soccorsi nella regione di Grand'Anse. – “Le persone hanno perso tutti i loro beni, le loro case sono danneggiate e molte famiglie vivono nelle strade senza acqua potabile".

“Prima del terremoto” -  continua. – “Se c'era una tempesta, la gente si radunava in edifici considerati sicuri come le grandi chiese. Ma ora che anche la chiesa della comunità è stata danneggiata dalle scosse la gente ha paura di andarci e non sa dove trovare riparo”.

Ysnell teme che la tempesta possa esporre donne e ragazze a rischi ancora maggiori.

"Sono preoccupata per le donne e le ragazze” – ci ha spiegato. – “Perché in condizioni di emergenza come quelle che stiamo vivendo, sono più esposte al rischio di subire abusi e  violenze. Dobbiamo aiutare subito le comunità colpite a proteggere le donne dagli abusi sessuali".

Mercoledì 18 agosto

Quando l'uragano Matthew ha colpito Haiti nel 2016, ActionAid Haiti ha formato gruppi di donne preparate a reagire in caso di catastrofi naturali. Oggi, queste reti di donne sono in prima linea per fornire soccorsi alla popolazione, nelle aree più colpite dal recente terremoto. Tra le loro priorità c’è la gestione di servizi di protezione e supporto per donne e ragazze in spazi sicuri, a Roseaux e Beaumont.

La distruzione diffusa di case e infrastrutture ha lasciato molte famiglie per strada nel disperato bisogno di riparo e sostegno alimentare.

Alix Percinthe, coordinatrice sul campo di ActionAid Haiti a Grand'Anse, sta lavorando con le comunità per identificare i bisogni più urgenti a Jérémie e Roseaux.

“In alcuni villaggi ho visto che la maggior parte delle case sono state distrutte o danneggiate. Queste sono comunità povere che erano già vulnerabili" – racconta Alix. - “Le  case non erano costruite in modo solido e sono state rase al suolo in un attimo. Alcune persone sono state uccise dalla caduta di massi e frane innescate dal terremoto.”

“In tutte le aree i bisogni più immediati sono cibo, acqua e riparo. La scorsa notte, moltissime famiglie hanno dormito per strada, o perché hanno perso la casa, o perché avevano troppa paura per restare nelle abitazioni”.

“Con ospedali già sovraffollati a causa del Covid-19, le persone faticano ad accedere all'assistenza sanitaria” – spiega Alix. – “La situazione è ora più difficile che mai, perché cinque centri sanitari a Corail, Carrefour Charles, Duchity, Latiboliere e Pestel sono stati distrutti dal sisma”.

Sabato 14 agosto

Un terremoto di magnitudo 7.2 ha colpito il Sud-Ovest di Haiti.
Mentre le scosse di assestamento continuano a farsi sentire, le nostre squadre di risposta alle emergenze stanno valutando insieme alle comunità i bisogni più urgenti. Ci stiamo mobilitando per sostenere le persone più vulnerabili e pianificare il nostro intervento a breve e medio termine. Il nostro obiettivo è assistere almeno 2.000 famiglie colpite dal terremoto con ripari di emergenza, assistenza sanitaria, alimentare e psicologica.

“Stiamo rispondendo prontamente all'emergenza fornendo cibo, alloggi temporanei e articoli essenziali come coperte e kit igienici per donne e ragazze” - racconta Angeline Annesteus, Country Director di ActionAid Haiti. – “Questo drammatico evento risveglia il trauma del terremoto che nel 2010 ha devastato il nostro Paese e ucciso centinaia di migliaia di persone. Nelle comunità più vulnerabili ed emarginate dove lavoriamo, case e infrastrutture sono distrutte o gravemente danneggiate. A Jérémie, una delle aree più colpite, il nostro team è intervenuto immediatamente e stiamo aiutando nella ricerca dei superstiti tra le macerie. Purtroppo, ci aspettiamo che il bilancio delle vittime continui ad aumentare”.

“La nostra priorità di intervento sono le donne e le ragazze che sopportano il peso di una situazione già gravissima a causa di povertà, fame, instabilità politica e criminalità diffusa” – continua Angeline. – “Le conseguenze di questo terremoto potrebbero aggravare le condizioni di vita di molte famiglie vulnerabili”.

Colleghe e colleghi di ActionAid Haiti lavorano da tempo in due delle tre aree più colpite nelle regioni meridionali del Paese: a Jérémie e Les Cayes, i nostri progetti per la sicurezza alimentare coinvolgono oltre 10mila persone. Nell’area di Nippes abbiamo  stretti contatti di collaborazione con associazioni locali impegnate sul territorio. Ci stiamo mobilitando per sostenere le comunità più colpite, valutando allo stesso tempo l'impatto totale del disastro e pianificando la nostra risposta a breve e medio termine. 

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