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Testimonianze dal cratere sismico

A Pescara del Tronto un cittadino resiste da solo in tenda sul monte.

Il camper di ActionAid e di Terremoto Centro Italia è in azione sul cratere sismico del 24 agosto. Durante la fase di prima emergenza il nostro staff in loco ha lavorato insieme ai tanti volontari presenti sul posto per rispondere alle necessità più urgenti, segnalate tramite la piattaforma terremotocentroitalia.info e il bot telegram. Superata questa prima fase, adesso stiamo aiutando le comunità locali a ripartire, non solo dal punto di vista materiale, ma anche sociale, affinché non si verifichi il temuto spopolamento delle aree. Con il nostro camper visitiamo quotidianamente i diversi accampamenti: forniamo un punto informativo con computer e accesso ad internet, bisogno molto sentito in zone dove, a seguito del terremoto, ci sono stati grossi problemi di connessione; aiutiamo i cittadini a organizzare comitati locali e riunioni per il monitoraggio della ricostruzione e per inoltrare richieste puntuali alle amministrazioni; ci coordiniamo con il MIUR e le altre associazioni in loco per seguire il rientro a scuola e i bisogni dei bambini e dei ragazzi del posto.

Vogliamo raccontarvi il nostro lavoro sul campo passando anche, come in questo caso, dalle storie e dalle testimonianze delle persone del posto.

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Pescara del Tronto è un piccolo paese di 135 persone, arroccato sul monte che sovrasta la Salaria. È completamente distrutto e facciamo fatica a immaginare la futura ricostruzione. Il terreno è difficoltoso, in mezzo ai boschi, pochissimo spazio dove agire. 

L'avevamo già visto e ci torniamo nel tardo pomeriggio, scortati dai vigili del fuoco. Qua è zona rossa, non si potrebbe circolare, ma noi vogliamo entrare col camper per raggiungere Enzo.

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Enzo è un signore sulla cinquantina, l'ultimo abitante di Pescara del Tronto rimasto sul posto. Non è voluto scendere a valle, al campo sulla Salaria allestito dalla Protezione Civile e dove lavora anche il GUS (Gruppo di Umana Solidarietà) con cui collaborariamo. Lui vuole restare qua, con il suo gatto. Protesta contro la proposta delle istituzioni di abbandonare - almeno momentaneamente - il territorio, andando a passare l'inverno sulla costa marchigiana. Vuole che gli venga dato un container o una roulotte da mettere in paese, pure se al momento è totalmente inagibile. Per ora la sua richiesa non è stata accolta, con l'obbiettivo forse di convicerlo a scendere a valle, così nel frattempo tanti volontari salgono e gli portano via via quello che gli serve (tenda, coperte, un pasto caldo). Questa volta saliamo noi, insieme agli amici del GUS, per portargli il cellulare ricaricato e il necessario per lavarsi. Poco dopo arrivano anche altri volontari con una nuova copertura per la tenda.

Enzo non è sceso al campo ufficiale neanche per l'assemblea della cittadinanza, nonostante i nostri tentativi. È sicuro di non volersi prendere una pausa dalla sua protesta, vuole restare qua. Offriamo il camper per una doccia calda, ma accetta solo un caffé e un po' di compagnia con noi e i vigili che ci accompagnano. Fuori intanto diluvia, fa freddo. 

Ci racconta della sua vita e della terribile notte del sisma, quando è riuscito a salvarsi utilizzando una falce per farsi spazio tra le macerie. È anche riuscito a dare una mano, insieme a un ragazzo, ad altre persone rimaste bloccate in casa, mentre cominciavano a sentirsi le sirene dei primi soccorsi e molte persone restavano bloccate dalla paura.

La sua casa è una di quelle crollate (in piedi di fatto ne sono rimaste pochissime, comunque inagibili) e anche la sua macchina è inutilizzabile, completamente ricoperta di macerie.

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Enzo qua è solo. Gli altri parenti vivono all'estero o in altri paesi del cratere sismico, ma è molto affezionata a Pescara del Tronto e non vuole abbandonarla. Ci parla dei lavori di questi anni, a suo dire fatti male, sprecando soldi pubblici e costruendo strade in luoghi troppo complessi. È molto lucido e per questo, nonostante le insistenze, anche i vigili del fuoco hanno di fatto accettato che rimanesse qua e cercano di aiutarlo come possono. Parlano della fattibilità nei prossimi giorni di trovare dei varchi tra le macerie per recuperare oggetti e valori personali. 

Salutiamo Enzo e facciamo un ulteriore giro a piedi per le strade del paese, per renderci conto della situazione, drammatica. A complicare la situazione sta anche il rischio frana. Le immagini che ci troviamo davanti sono impressionanti. 

Torniamo giù al campo sulla Salaria per riaccompagnare gli amici del GUS e ripartiamo col camper verso Acquasanta Terme, dove ci dicono esserci molte donne e bambini. 

Qua parliamo con le Brigate di Solidarietà Attiva che gestiscono il campo e raccontiamo dei servizi che offriremo col camper, primo tra tutti un internet point, oltre ad animazioni per i bambini e servizi alle persona, con focus sulle donne. 

L'idea è quella di spostarsi ad Amatrice, ma in serata una nuova frana blocca la Salaria e così ci fermiamo per la notte ad Acquasanta. 

L’episodio della frana ci mette ancor più di fronte alla realtà del terremoto, in una zona dove le comunicazioni diventano immediatamente difficoltose non appena viene interrotta l’unica grande strada di comunicazione. Un territorio fragile, dove non sarà semplice intervenire, ma dove vogliamo essere presenti ora e in futuro per aiutare la comunità e evitare lo spopolamento.

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