Elezioni Zimbabwe, ActionAid promuove il monitoraggio e la partecipazione della società civile nell’era post Mugabe.

Per la prima volta dopo 37 anni, lunedì 30 luglio in Zimbabwe si terranno elezioni generali senza Robert Mugabe, l’ex presidente costretto alle dimissioni nel novembre 2017 con un colpo di stato militare senza spargimento di sangue, sostenuto da proteste di massa. ActionAid, presente nel paese a fianco delle comunità con numerosi progetti, sta monitorando la campagna elettorale e coinvolgendo la società civile in un processo di partecipazione e verifica dei risultati e promuovendo un Manifesto per la Giustizia Sociale da sottoporre ai candidati.

Nonostante il clima pacifico e i tanti segnali positivi per il corretto svolgimento delle votazioni e l’ampia rosa dii candidati – 23 per la corsa presidenziale tra cui 4 donne e oltre 100 partiti politici ai diversi seggi – restano forti le preoccupazioni per le forme d’intimidazione e pressione meno evidenti come lo scambio di voti in cambio di aiuti alimentari da parte del governo, denunciate dal principale candidato dell’opposizione Nelson Chamisa della MDC Alliance. Secondo i sondaggi, è proprio Nelson Chamisa il candidato che può sfidare l'attuale presidente Emerson Mnangagwa del partito al governo ZANU-PF, che ha preso il posto di Mugabe. In Zimbabwe il 70% della popolazione vive di agricoltura, ma a causa di prolungati shock economici e ambientali oltre 2,4 milioni di persone sono a rischio fame e povertà, secondo le ultime stime delle Nazioni Unite.

“Lo spettro delle violenze politiche del 2008 nella corsa verso il ballottaggio delle elezioni presidenziali rimane, soprattutto nelle zone rurali. Se, come si immagina, non ci sarà un vincitore da questa tornata, il secondo voto presidenziale si terrà l'8 settembre 2018. Questo significa che potremmo vivere nei prossimi giorni le tensioni più forti. Storicamente infatti durante il ballottaggio le violenze e gli scontri tra fazioni opposte diventano un rischio reale” spiega Joy Mabenge Country Director ActionAid Zimbabwe.

Per garantire un monitoraggio sull’accountability delle votazioni e la partecipazione democratica, ActionAid ha lanciato un progetto in collaborazione con il movimento per i diritti umani Zimbabwe Human Rights Association e con la propria rete di giovani volontari Activista Zimbabwe. Obiettivo primario è la mobilitazione degli elettori: incontri porta a porta e road show, forum di dialogo tra funzionari pubblici e cittadini. I giovani della rete Activista saranno anche protagonisti come osservatori delle elezioni per documentare la conformità del voto.

Inoltre, ActionAid ha promosso la stesura di un Manifesto con richieste chiave sulla giustizia sociale raccolte insieme alla società civile e ai movimenti sociali. Il Manifesto e i suoi principi serviranno per dialogare con i partiti politici nel post elezioni per fare sentire la voce dei cittadini.

Domenica 29 luglio anche la Cambogia andrà al voto per rinnovare governo e parlamento. Le elezioni vengono considerate illegittime da molti osservatori dopo lo scioglimento del principale partito di opposizione (Partito nazionale per la salvezza della Cambogia, Cnrp) e l’arresto o l’esilio di molti leader. ActionAid è in Cambogia con i suoi operatori umanitari disponibili per interviste.


Per informazioni e coordinamento interviste dallo Zimbabwe e dall’Italia:

Paola Amicucci - Content&Media Relations
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