Il patriarcato non è ancora passato: a Napoli arriva il MUPA, il Museo di ActionAid che guarda il presente dal futuro
Dopo le tappe di Roma e Milano, il Museo del Patriarcato di ActionAid approda a La Santissima Community Hub con 26 opere, per riflettere sulla società patriarcale di oggi e immaginare un futuro in cui la parità di genere è stata raggiunta.
Dal 12 al 25 novembre si svolgerà un programma gratuito di incontri, laboratori, spettacoli e musica, che approfondirà anche il tema della violenza negli ambienti digitali, al centro di una nuova ricerca sulla diffusione del sessismo e della misoginia online.
Il programma è su https://www.actionaid.it/mupa
Come apparirebbe la nostra società se la osservassimo da un futuro in cui il patriarcato non esiste più? Dopo le tappe di Roma e Milano, arriva a Napoli il MUPA – Museo del Patriarcato, il progetto di ActionAid che trasforma comportamenti, abitudini e narrazioni della nostra quotidianità in reperti di un passato da superare. Con il patrocinio istituzionale del Comune di Napoli, dal 12 al 25 novembre gli spazi de La Santissima Community Hub ospiteranno la terza edizione del museo, in occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne. Progetto di rigenerazione urbana temporanea promosso e gestito da Urban Value by Ninetynine e Coop4Art, La Santissima è anche partner culturale del MUPA Napoli e affianca ActionAid nella costruzione del programma. Il percorso espositivo riunirà ventisei opere, di cui due inedite, e sarà accompagnato da un calendario di eventi gratuiti. Alcuni appuntamenti di dialogo con autrici e autori per approfondire la realtà in una prospettiva di genere, saranno realizzati con Librissima, il programma dei libri de La Santissima Community Hub in collaborazione con Cratèra.
“Ho voluto fortemente l’arrivo del MUPA a Napoli, perché credo che la promozione delle pari opportunità passi anche attraverso la cultura e la costruzione di nuovi immaginari”, dichiara l’Assessora allo Sport e alle Pari Opportunità del Comune di Napoli, dott.ssa Emanuela Ferrante. “Solo affrontando le radici culturali delle discriminazioni e della violenza possiamo costruire una società più giusta, libera e rispettosa delle differenze. Il valore di questa iniziativa sta nella sua capacità di coinvolgere cittadine e cittadini in una riflessione collettiva sui modelli culturali che ancora oggi alimentano stereotipi e disuguaglianze. Iniziative come questa dimostrano quanto cultura, diritti e partecipazione possano essere strumenti fondamentali per promuovere un cambiamento reale. Particolarmente significativa è anche la scelta della Santissima quale sede del MUPA: uno spazio restituito alla città e divenuto negli anni un importante presidio culturale e di partecipazione, capace di accogliere e valorizzare percorsi di confronto sui temi più rilevanti del nostro tempo”, prosegue l’Assessora Ferrante.
Tra cimeli, reperti, diorami, installazioni interattive e testimonianze, il pubblico sarà accompagnato in un viaggio spazio-temporale fino al 2146, l’anno in cui, secondo il Global Gender Gap Report 2026,1 potrebbe essere raggiunta la parità di genere. In questo futuro desiderabile, il patriarcato è stato finalmente superato e gli oggetti, le consuetudini della nostra epoca sono esposti come testimonianze di una società ormai lontana. Tra le novità della terza edizione, una ricerca sulla diffusione della misoginia online nelle piattaforme digitali, opere dedicate alla manosfera e al consumo consapevole delle notizie.
“Il MUPA ci invita a immaginare un futuro in cui il patriarcato e la violenza di genere siano solo un ricordo del passato. In questa terza edizione accendiamo i riflettori sulla diffusione dell’odio e ostilità verso le donne negli spazi digitali e sulle sue conseguenze per la libertà e la partecipazione delle donne. Un fenomeno preoccupante che richiede politiche di prevenzione primaria capaci di intervenire sulle radici culturali della violenza”, dichiara Katia Scannavini, Co-Segretaria Generale di ActionAid Italia.
OPENING. Il MUPA inaugura giovedì 12 novembre con un’anteprima dedicata esclusivamente alla stampa a partire dalle ore 11:00, mentre dalle 18:30 aprirà ufficialmente le porte al pubblico. La giornata inaugurale vedrà la partecipazione di Aurora Leone, Donatella Messina e Martina Tinnirello del collettivo The Jackal, madrine della terza edizione partenopea del MUPA, mentre la musica sarà protagonista con Lina Simons, rapper di origini campane che intreccia italiano, napoletano e inglese, portando sul palco brani capaci di affrontare stereotipi e questioni sociali.
IL PROGRAMMA. Il MUPA arriva a Napoli mentre carovita e difficoltà di accesso alla casa riportano al centro del dibattito pubblico le disuguaglianze sociali. In città e in tutto il Sud Italia, ActionAid lavora da anni per garantire l’accesso e la tutela dei diritti al welfare, al lavoro dignitoso, alla salute e all’istruzione di donne italiane e di origine straniera. Saranno anche loro le protagoniste del programma di eventi, portando esperienze e racconti che intrecciano disuguaglianze di genere, marginalità e percorsi di autonomia e libertà.
Per due settimane, il MUPA sarà anche uno spazio di partecipazione aperto, con talk, laboratori, stand-up comedy e performance artistiche, realizzato insieme a centri antiviolenza, reti femministe e realtà del territorio campano. Sono previsti anche laboratori e attività rivolti alle scuole, per coinvolgere studentesse e studenti nei temi del museo.
Nel primo fine settimana sono attese Annalisa Camilli, Marina Cuollo, Mapi Danna e Francesca Vecchioni, mentre nel secondo sarà la volta di Giulia Blsi, Claudia Durastanti, Danilo Chirico, Manolo Farci, Nina Gigante, Djarah Kan, Mica Macho e Shabika Sha Povia.
Martedì 24 novembre Cosmopolitan, media partner del MUPA Napoli, mette in campo un talk e un momento di gioco dedicati al calcio femminile, per raccontare come lo sport possa unire e superare ogni barriera, di genere e sociale.
La manifestazione si concluderà mercoledì 25 novembre, Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, con Maura Bloom e Teresa Ciabatti, per esplorare il ruolo dell’arte e della cultura nella trasformazione degli immaginari patriarcali.
Il programma valorizza il contributo degli altri partner culturali del MUPA, con una rassegna di cortometraggi selezionati da Giffoni Innovation Hub e attività in collaborazione con Fondazione Diversity. Sarà inoltre possibile partecipare a un laboratorio di ago magico (punch needle) dedicato all’autorappresentazione e uno sui tarocchi femministi con Kaaj Shilaya Tshikalandand, un gruppo di lettura per interrogarsi sulle questioni di genere e anche un corso di autodifesa per accrescere la propria consapevolezza. E non mancheranno momenti di incontro protetti con le operatrici dei centri antiviolenza per conoscere il loro lavoro e le metodologie di intervento.
Tra le novità dell’edizione di Napoli, anche una linea di prodotti solidali realizzati in collaborazione con realtà creative locali, che con ironia reinterpretano in lingua napoletana luoghi comuni legati al patriarcato. Disponibili sull’e-shop di ActionAid e presso il museo, potranno essere ricevuti a fronte di una donazione a sostegno dell’organizzazione.
La terza edizione del MUPA sarà realizzata nuovamente anche con il contributo di Fastweb+Vodafone che, in occasione del 25 novembre, ha scelto di essere parte attiva dell’iniziativa insieme ad ActionAid.
“Con il MUPA vogliamo valorizzare il legame con Napoli e le realtà del territorio, con cui ActionAid lavora da anni, coinvolgendo la cittadinanza in un percorso di sensibilizzazione e confronto. Attraverso le opere e gli eventi in programma vogliamo riflettere su come la violenza di genere si trovi le sue radici in consuetudini e linguaggi di uso comune”, dichiara Lorenzo Eusepi, Co-Segretario Generale di ActionAid Italia.
L’ingresso all’esposizione e agli eventi è gratuito, ma è richiesta la registrazione. Il programma e i link di prenotazione sono disponibili su https://qrco.de/bh4w2F
Il MUPA è accessibile e inclusivo: gli spazi e i contenuti sono pensati per garantire accoglienza a persone con disabilità cognitive, motorie, visive e uditive, grazie a percorsi assistiti e materiali in formati accessibili.