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Quasi 4.000 palestinesi costretti a lasciare le proprie case

Da una settimana Hebron è sotto blocco e l’operazione militare ha costretto quasi 4.000 palestinesi a lasciare le proprie case. Gli accessi ai quartieri sono stati chiusi, limitando gravemente gli spostamenti e isolando le persone da scuole, luoghi di lavoro, ospedali e luoghi di culto.

ActionAid condanna con forza l’incursione. I soldati hanno fatto irruzione nelle abitazioni, fermato decine di persone e ordinato la demolizione di alcune case. Hiba, insegnante in una scuola dell’infanzia di Hebron, ha raccontato: “La situazione è estremamente pericolosa e spaventosa. Diverse persone sono state picchiate, tra cui una coppia anziana, aggredita nella propria casa. I soldati hanno persino inseguito le bambine della scuola, dove ci stavamo nascondendo”.

L’incursione a Hebron avviene mentre i palestinesi della Cisgiordania sono già esposti a livelli record di violenza da parte dei soldati e dei coloni israeliani. Dall’inizio della stagione della raccolta delle olive sono stati registrati 272 attacchi dei coloni legati alla raccolta: più di quelli registrati nell’intera stagione del 2024 o in quella del 2025 (fonte UNOCHA).

L’esercito israeliano sta attuando a Hebron una strategia di sfollamento forzato di massa, la stessa già perseguita nei campi profughi del nord della Cisgiordania all’inizio del 2025. Allora, oltre 33.000 palestinesi furono costretti a lasciare le proprie case. Sono ancora sfollati e non sanno quando potranno tornare.

Bashaer Shawar, responsabile di progetto di ActionAid a Hebron, ha dichiarato: “È molto doloroso vedere la paura, le difficoltà e l’incertezza crescere tra le famiglie palestinesi costrette a lasciare le proprie case a Hebron. Hanno dovuto andarsene con pochissimo preavviso, spesso con meno di un’ora per raccogliere le proprie cose, lasciandosi alle spalle i mezzi di sostentamento e la sicurezza di luoghi che chiamavano casa. Questi atti costituiscono una punizione collettiva. Siamo particolarmente preoccupati per l’impatto su donne e bambini: lo sfollamento, la separazione delle famiglie, le difficoltà economiche e la perdita di condizioni abitative sicure aumentano la loro esposizione alla violenza e al disagio psicologico. Le famiglie hanno bisogno di più dei soli aiuti d’emergenza. Hanno bisogno di sicurezza, dignità, protezione e della certezza che i loro diritti saranno rispettati”.

ActionAid chiede che la violenza cessi immediatamente, che tutte le restrizioni alla libertà di movimento siano revocate e che tutti i palestinesi possano tornare nelle proprie case. L’occupazione illegale e brutale della Cisgiordania da parte del governo israeliano, in corso da decenni, deve terminare, come stabilito dalla Corte internazionale di giustizia.

 


Per informazioni Ufficio Stampa ActionAid:
Alice Grecchi +339.5030480 – [email protected]
Paola Amicucci +39.3457549218 – [email protected]
Claudia Bruno +39.3311336562 – [email protected]

 

Photocredit social: Reuters/Dawoud Abu Alkas