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Sabato in piazza per la manifestazione nazionale. «I 43 milioni del CPR servono al territorio»

Mentre in tutta la Campania e al Sud si registrano disagi, scorte di beni essenziali esaurite, scaffali dei negozi di alimentari vuoti, pompe di benzina chiuse, si discute del progetto da 43 milioni di euro del nuovo CPR in Provincia di Caserta, sull’area del Parco umido La Piana. Un progetto che sta provocando una mobilitazione nazionale: ActionAid partecipa alla manifestazione di sabato 24 ottobre a Castel Volturno, insieme ad associazioni e sindacati per ribadire «No ai CPR, né a Castel Volturno né altrove».

“A Castel Volturno servono casa, salute, scuola, lavoro, mediazione sociale e contrasto allo sfruttamento. Non detenere cittadini stranieri, sperperando 43 milioni di euro di denaro pubblico, che potrebbe essere utilizzato per rivitalizzare un’area che richiederebbe risposte urgenti. La scelta invece di costruire un CPR da 120 posti a Castel Volturno risponde esclusivamente a una scelta politica: trasformare un territorio segnato da presenza migrante, lavoro povero e marginalità sociale in un nuovo laboratorio di detenzione amministrativa” dichiara Katia Scannavini, Co Segretaria generale ActionAid.

Il corteo nazionale. L’iniziativa, organizzata dal Comitato regionale campano No Cpr, nasce dalla presa di posizione di monsignor Pietro Lagnese e delle diocesi di Capua e Caserta contro la costruzione di un Centro di permanenza per il rimpatrio in località La Piana. I promotori chiedono di fermare il progetto, carico di criticità. L’appello invita cittadini e cittadine, comunità migranti, studenti, associazioni e amministratori a unirsi alla manifestazione e a chiedere l’abolizione dei Cpr in tutta Italia, luoghi disumani, segnati da violenza.

Il CPR non è un servizio per la comunità locale, ma un’infrastruttura nazionale che scarica costi e tensioni sul territorio che la ospita. Il nuovo CPR da 120 posti a Castel Volturno, è pensato come un modello a raggera, di sorveglianza dall’alto, con recinzioni, filo spinato, coperture anti-drone e di un lessico fondato su “confinamento”, “livelli di detenzione” e “condizioni di ostilità”.

La scelta di Castel Volturno non può essere letta come un episodio locale isolato. L’argomento della sicurezza locale è insostenibile e non risponde a nessuna delle reali esigenze del territorio e delle comunità locali. Un CPR non è un servizio per il territorio che lo ospita: è un’infrastruttura nazionale del rimpatrio, le cui presenze dipendono da assegnazioni e trasferimenti decisi nel circuito nazionale della pubblica sicurezza. Le persone trattenute non saranno necessariamente “gli irregolari di Castel Volturno” e presentare il centro come risposta a problemi locali, rischia di alimentare stigma, sospetto e controllo selettivo verso chi vive già in condizioni di precarietà documentale, lavorativa o abitativa. Il rischio è che sul territorio si alimenti il conflitto sociale e che l’area venga ulteriormente identificata con detenzione, militarizzazione e contrapposizione tra componenti della popolazione.

Ogni CPR richiede vigilanza, scorte, gestione delle proteste, incendi, autolesionismo e trasferimenti; o si sottraggono risorse al controllo dell’ordine pubblico sul territorio, o arrivano rinforzi da fuori. Con il report “Trattenuti” di ActionAid e Università di Bari si mostra come fornire vitto e alloggio al personale di polizia in strutture detentive in aree remote – come Macomer in Sardegna – costi a tal punto da superare le spese di gestione e manutenzione del centro. Lo stesso indotto lavorativo immaginato sembra un ricatto per un’area depressa e senza lavoro stabile, già isolata dall’estrema carenza di trasporti. Basti pensare all’assenza di una rete ferroviaria diretta e ai collegamenti su gomma molto limitati, con solo quattro corse al giorno verso Napoli.

ActionAid esprime, inoltre, solidarietà ai lavoratori dei trasporti, della logistica e agli agricoltori e produttori, che in diverse regioni d’Italia protestano da giorni contro il carovita e il costo esorbitante dei carburanti.

 


Per informazioni Ufficio Stampa ActionAid:
Paola Amicucci +39.3457549218 – [email protected]
Alice Grecchi +339.5030480 – [email protected]
Claudia Bruno +39.3311336562 – [email protected]