A Bologna la partecipazione democratica si ripensa con l’intelligenza artificiale
Grazie alla tecnologia sviluppata dal progetto iDEM parte un percorso innovativo e di inclusione per prendere più accessibili le Assemblee civiche
Link alle Raccomandazioni per aumentare l’accessibilità nei processi democratici
Bologna si prepara a sperimentare una nuova forma di partecipazione democratica. Il prossimo 21 febbraio prende il via in città un percorso deliberativo unico nel panorama italiano, promosso nell’ambito del progetto europeo di ricerca “iDEM – Innovative and Inclusive Democratic Spaces for Deliberation and Participation”. L’iniziativa, realizzata da ActionAid Italia, Anffas Nazionale, Anffas Bologna e Cooperativa Sociale Bologna Integrazione con il supporto del Comune di Bologna, coinvolgerà persone con disabilità intellettive e persone con diverse origini linguistiche in sei incontri di confronto e proposta. Al centro del percorso, l’elaborazione di raccomandazioni da presentare al Comune per rendere più accessibili le Assemblee civiche delle Case di Quartiere.
“Siamo grate ad ActionAid e ad Anffas per questo percorso: per il Comune di Bologna è un’opportunità concreta per ripensare la partecipazione a partire dalle differenze, decolonizzando processi e linguaggi dotandosi di strumenti che sappiano riconoscere la voce di chi troppo spesso viene reso marginale da barriere linguistiche, abiliste e culturali. Rendere Assemblee civiche e Case di Quartiere più accessibili significa trasformare spazi, luoghi e politiche perché ogni persona abbia dignità di voce e di ascolto” dichiarano Erika Capasso, delegata del Comune di Bologna alle Case di Quartiere e alle nuove cittadinanze e Roberta Toschi, delegata alle disabilità.
“Avere informazioni accessibili, così come indicato anche dalla Convenzione ONU per i diritti delle persone con disabilità, vuol dire garantire pari diritti e opportunità alle persone con disabilità intellettiva e disturbi del neurosviluppo contrastando “barriere invisibili” che limitano l’accesso ai servizi, alla cultura e alla partecipazione sociale: l’accessibilità, infatti, non riguarda solo gli spazi fisici, ma anche il modo in cui le informazioni vengono comunicate. Il linguaggio facile da leggere rende i contenuti più chiari e comprensibili, favorendo autonomia, partecipazione e possibilità di scelta. Promuovere informazioni e comunicazioni accessibili significa contribuire alla costruzione di una società più inclusiva, nella quale ogni persona possa comprendere, esprimersi e partecipare pienamente” dichiara Roberto Speziale, Presidente Anffas Nazionale.
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