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Domani al Parlamento Europeo il voto finale

ActionAid con oltre 250 organizzazioni lancia l’allarme sul modello ICE in Europa. Appello per respingere il testo

Il voto finale del Parlamento europeo sul nuovo Regolamento rimpatri, ribattezzato “Deportation Regulation” dalla società civile, è atteso per mercoledì 17 giugno alle 12:30.

“Altri modelli offshore, come i centri in Albania, hanno già rivelato la loro vera natura: violazioni sistemiche dei diritti, mancanza di trasparenza, detenzione diffusa e ripetuti casi di autolesionismo tra le persone trattenute in condizioni disumane. Eppure, è questa la strada che l’UE ha scelto di percorrere ancora una volta”, spiega Eva Baluganti, Advocacy Advisor di ActionAid.

Secondo ActionAid, il regolamento una volta approvato amplierà il ricorso alla detenzione prolungandone la durata massima fino a due anni, indebolendo le garanzie procedurali e portando alla realizzazione degli hub di rimpatrio, veri e propri campi di detenzione fuori dai confini dell’Unione Europea. La proposta di regolamento adotta diverse misure che richiamano alle modalità operative dell’ICE (Immigration and Customs Enforcement) statunitense, come la possibilità di operazioni di enforcement nelle abitazioni private e altri spazi.

Oltre 250 organizzazioni hanno precedentemente chiesto alle istituzioni UE di respingere la proposta, definendola disumana e avvertendo che consoliderebbe ulteriormente detenzione, deportazione ed esternalizzazione come pilastri centrali della politica migratoria europea.

 

Per informazioni:

Ufficio Stampa ActionAid

Paola Amicucci +39.3457549218 – [email protected]
Alice Grecchi +339.5030480 – [email protected]
Claudia Bruno +39.3311336562 – [email protected]