Vai al contenuto

La relazione Corte dei conti conferma le criticità denunciate da anni

La nuova relazione della Corte dei conti sulla gestione del Fondo per le politiche relative ai diritti e alle pari opportunità conferma criticità che ActionAid denuncia da anni: ritardi nell’erogazione delle risorse ai Centri antiviolenza e alle Case rifugio, forti diseguaglianze territoriali nell’accesso ai servizi e investimenti ancora insufficienti su prevenzione primaria.

Secondo ActionAid, la relazione della Corte dei conti oltre a fotografare anche i miglioramenti apportati nel corso degli ultimi anni conferma però con molta chiarezza la necessità di rafforzare il sistema antiviolenza attraverso interventi strutturali e di lungo periodo: risorse certe e tempestive, servizi accessibili e di qualità in tutto il Paese, sistemi di monitoraggio efficaci e investimenti stabili sulla prevenzione primaria.

«Le risorse per le politiche antiviolenza sono aumentate nel corso degli anni, ma non sono ancora sufficienti. Soprattutto, permangono gravi criticità che da anni denunciamo. Senza servizi accessibili a tutte le donne che subiscono violenza, senza un sistema in grado di garantire gli stessi diritti su tutto il territorio nazionale e senza investimenti strutturali sulla prevenzione primaria, il rischio è che il diritto a vivere una vita libera dalla violenza continui a non essere garantito in Italia» Katia Scannavini, Co-Segretaria Generale ActionAid.

La Corte raccomanda di accelerare e semplificare il trasferimento delle risorse ai Centri antiviolenza e alle Case rifugio, rafforzare i sistemi di monitoraggio e governance e intervenire sulle profonde disuguaglianze territoriali che continuano a condizionare l’accesso delle donne ai servizi di protezione, sostegno e autonomia. Secondo la relazione il livello di tutela garantito alle donne continua a variare significativamente da territorio a territorio. Una situazione che produce disuguaglianze inaccettabili nell’accesso alla protezione, al sostegno e ai percorsi di fuoriuscita dalla violenza, diritti che non possono dipendere dalla regione in cui una donna vive.

Riprendendo le osservazioni formulate dal GREVIO, l’organismo incaricato di monitorare l’attuazione della Convenzione di Istanbul del Consiglio d’Europa, la Corte richiama la necessità di investire in modo continuativo nell’educazione alle relazioni, nella promozione del consenso e nel contrasto agli stereotipi di genere. Si tratta di una raccomandazione che si pone in evidente contrasto con il DDL Valditara, che introduce significativi ostacoli alla realizzazione di percorsi educativi strutturati su affettività, consenso, relazioni e uguaglianza di genere nelle scuole di ogni grado. Proprio mentre gli organismi internazionali e la stessa Corte dei conti riconoscono il ruolo strategico di questi interventi nella prevenzione della violenza maschile contro le donne, il Parlamento ha approvato una norma che limita la possibilità di promuovere, fin dalla più giovane età, un cambiamento culturale capace di contrastare le radici patriarcali della violenza e delle discriminazioni di genere.

 


Per informazioni:

Ufficio Stampa ActionAid

Paola Amicucci +39.3457549218 – [email protected]

Alice Grecchi +339.5030480 – [email protected]
Claudia Bruno +39.3311336562 – [email protected]

Photocredit: Scomodo