Il costo non è solo economico
È la campagna lanciata dal Tavolo Asilo e Immigrazione per chiedere la chiusura dei centri italiani di Shëngjin e Gjadër. Nati per gestire fuori dal territorio nazionale le procedure accelerate di asilo delle persone soccorse in mare, i centri sono stati poi riconvertiti in luoghi di detenzione amministrativa per persone già trattenute nei CPR italiani.
Il documento analizza le criticità del cosiddetto “modello Albania”: un sistema opaco, costoso e lesivo dei diritti fondamentali.
La cifra certa per la costruzione dei centri è di 74 milioni di euro, ma il prezzo più alto ricade sulle persone trattenute: trasferimenti forzati, isolamento, libertà personale violata, accesso limitato a tutela legale e cure, diritto d’asilo ostacolato, sofferenza psicologica. Quanto accade in Albania riguarda la qualità della democrazia e dello Stato di diritto in Italia e in Europa. Per questo il TAI chiede la fine dei trasferimenti, piena trasparenza e l’abbandono definitivo del modello Albania.