Vai al contenuto

Anche quest’anno in occasione del Festival di Sanremo siamo charity partner di TV Sorrisi e Canzoni con un obiettivo comune: accendere i riflettori sui matrimoni precoci e le mutilazioni genitali femminili.  

Due fenomeni interconnessi che nel mondo colpiscono milioni di bambine e ragazze e costituiscono una grave violazione dei loro diritti umani, compromettendo la salute psico-fisica e impedendo spesso la prosecuzione degli studi.  

Torna quindi l’asta per raccogliere fondi per un nostro progetto, quest’anno in Uganda.  

Le artiste e gli artisti in gara sono stati invitati a donare oggetti personali che verranno esposti all’interno di Casa Sorrisi a Sanremo e messi all’asta.  

Il nostro obiettivo? Ampliare un centro antiviolenza a Kapchorwa, nella zona orientale dell’Uganda, Paese dove siamo presenti dal 1982, anno di apertura del nostro ufficio a Kampala.  

La protezione delle donne e delle bambine e la lotta alla violenza di genere sono da sempre un focus del nostro lavoro in loco. Questo perché tuttora in Uganda il 34% delle ragazze viene costretta a sposarsi prima dei 18 anni, con punte più alte nelle aree rurali. Questo costituisce una negazione dei diritti dell’infanzia, una compromissione della salute psico-fisica di bambine e ragazze e spesso comporta in aggiunta a tutto questo anche l’abbandono scolastico.  

Come se non bastasse nel Paese il 51% della popolazione femminile subisce violenza o abusi sessuali almeno una volta nel corso della propria vita. Considerando che il 75% della popolazione ha meno di 30 anni, è facile immaginare come molte di queste violenze vengano subite in giovanissima età.  

Per questo, con Tv Sorrisi e Canzoni abbiamo scelto di destinare il ricavato dell’asta benefica al nostro lavoro in questo Paese e specificatamente al potenziamento e ampliamento del centro antiviolenza di Kapchorwa, così da poter raggiungere e aiutare un numero sempre maggiore di bambine e donne.  

Il rinnovato Centro sarà uno spazio sicuro e protetto che offrirà riparo, assistenza legale e supporto psicologico per chi ne ha bisogno. 

Oltre all’assistenza in caso di emergenza, offriremo anche attività di educazione e formazione professionale, per favorire l’empowerment economico di donne e ragazze, nonché iniziative di sensibilizzazione per bambine e bambini. Il nostro target principale sarà la popolazione tra i 10 e i 19 anni, che abbiamo individuato essere quella maggiormente a rischio, di modo che il nostro intervento possa avere un impatto forte e di lungo periodo.  

Inoltre abbiamo in programma di Istituire Comitati per la protezione dei minori guidati dai membri della comunità per prevenire i matrimoni precoci e proteggere i diritti delle bambine, lavorando a stretto contatto con le forze dell’ordine e le autorità locali. In questo modo quindi il nostro lavoro raggiungerà numerose famiglie e membri della comunità.  

Le mutilazioni genitali femminili (MGF) rappresentano una grave violazione dei diritti umani che colpisce ancora oggi milioni di bambine e donne nel mondo. Si stima che oltre 230 milioni di ragazze e donne abbiano subito una forma di MGF e che circa 4 milioni di minori ogni anno siano a rischio di esservi sottoposte prima dei 15 anni. 

Le conseguenze delle MGF sono profonde e di lungo periodo, sia sul piano sanitario sia su quello economico. 

Oltre a ciò, chi la subisce, viene poi spesso esposta a matrimonio e gravidanze precoci, privata della possibilità di proseguire gli studi e quindi del proprio diritto all’istruzione e a un futuro libero e indipendente.  

Per questo è un aspetto su cui, insieme alle comunità, lavoriamo con grande impegno: interrompere questi fenomeni vuol dire costruire le basi per un cambiamento duraturo e interrompere un ciclo di violenza a cui bambine e donne sono sottoposte in molti Paesi del mondo.